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martedì 16.03.2010 ore 09.32
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Lo scandalo dei parcheggi per disabili
In 30 usavano i permessi dei defunti

I vigili hanno ritirato 30 permessi di parcheggio per disabili
Parcheggiare in centro a Padova è un privilegio. E c’è chi non ha esitato a usare il pass della madre morta da un anno, per avere una piazzola sicura all’ombra del Santo. I vigili hanno ritirato ben 30 pass per disabili.

Trenta permessi confiscati in nemmeno due mesi, con le relative sanzioni applicate a seconda dei casi. C’è chi è stato beccato sulle corsie riservate ad autobus e taxi, chi invece più semplicemente è stato pizzicato con il Suv posteggiato in centro storico. Dopo lo scandalo dei finti poveri, con gli alloggi pubblici affittati agli studenti universitari, ecco lo scempio dei permessi ai falsi disabili. Anzi, gli intestatari erano realmente disabili. Chi è stato pescato ad utilizzare i contrassegni però, lo faceva senza averne titolo.

In particolare, in quasi tutti i casi, si trattava di persone disabili ormai decedute, di cui però i parenti stretti non avevano mai notificato la morte all’ufficio preposto. In questo modo riuscivano a godere di agevolazioni che in una città come Padova fanno la differenza: passaggio attraverso i varchi della zona a traffico limitato, parcheggio comodo anche in centro storico e possibilità di percorrere le corsie dedicate ad autobus e taxi.

I CONTROLLI.
«Nell’ultimo periodo sono stati ritirati 30 contrassegni - rivela Maria Luisa Ferretti, comandante della polizia municipale - Purtroppo non è facile scoprire questi imbrogli. Noi facciamo costantemente controlli mirati, ma abbiamo ancora qualche difficoltà con le persone che vengono da altre province. In caso di decesso i contrassegni devono essere restituiti, ma questo non sempre accade. C’è chi tenta di usufruirne comunque. Le nostre verifiche sono praticamente quotidiane. I pass vengono rilasciati sulla base di una certificazione medica che attesta la difficoltà di deambulazione. Ma sistematicamente smascheriamo chi tenta di imbrogliare». I controlli, in effetti, sono molto meticolosi.


LE SANZIONI.
Nel momento in cui vengono «pescati», i furbetti vengono colpiti duramente. Innanzitutto viene contestato l’ uso improprio dell’autorizzazione (78 euro), a cui poi si aggiungono le altre sanzioni previste dal codice della strada. Che possono riguardare il transito sulla corsia dei bus o il parcheggio in un’area riservata ai disabili. Quest’ultimo caso, oltre alla sanzione, prevede anche la decurtazione di due punti.

LE REAZIONI.
«Questi controlli vengono fatti proprio a tutela dei disabili motori, che fanno uso della carrozzina - dice l’ assessore alla Mobilità Ivo Rossi - per tutelarli è necessario colpire chi non ha titolo. La considero una forma di furbizia prevaricatrice, peraltro piuttosto fastidiosa». Anche l’assessore alla Polizia municipale Marco Carrai sostiene la validità dei controlli sui pass per invalidi: «Gli agenti della polizia municipale mettono a punto a cadenza regolare questo genere di controlli, proprio per evitare che si creino situazioni come quelle scoperte. Il parcheggio comodo è un diritto che spetta a chi ha veramente bisogno».

IL RECORD.
Pass ztl, parcheggio e permessi legati al trasporto di disabili. Se si vuole andare a caccia di un record in termini di sanzioni, spetta senza dubbio a Riccardo Ruggeri, titolare del ristorante Sant’Antonio di piazza del Santo. Si è visto recapitare a casa 130 multe dopo essere passato 130 volte sotto il varco di Largo Europa: 10 mila euro in tutto, da pagare possibilmente entro 60 giorni. Il ristorantore è in possesso del pass ztl per gli operatori commerciali, per cui sono previste determinate fasce di orario per transitare oltre i varchi.

Ma Riccardo Ruggeri dispone anche di un pass disabili intestato alla madre, che vive con lui e che spesso lo accompagna al lavoro: il talloncino per i disabili non è soggetto a fasce orarie per il transito oltre i varchi. Nel periodo «incriminato» ha anche cambiato l’auto e non ha mai comunicato il cambiamento ai vigili urbani, contando sul fatto che il contrassegno disabili della madre è nominale. Ora è in corso un contenzioso per tentare di risolvere questo «caso limite».
(20 ottobre 2009)
 
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