Lo scandalo dei parcheggi per disabili
In 30 usavano i permessi dei defunti
I vigili hanno ritirato 30 permessi di parcheggio per disabili
Parcheggiare in centro a Padova è un privilegio. E c’è chi non ha
esitato a usare il pass della madre morta da un anno, per avere una
piazzola sicura all’ombra del Santo. I vigili hanno ritirato ben 30
pass per disabili.
Trenta permessi confiscati in nemmeno due mesi, con le relative
sanzioni applicate a seconda dei casi. C’è chi è stato beccato
sulle corsie riservate ad autobus e taxi, chi invece più
semplicemente è stato pizzicato con il Suv posteggiato in centro
storico. Dopo lo scandalo dei finti poveri, con gli alloggi
pubblici affittati agli studenti universitari, ecco lo scempio dei
permessi ai falsi disabili. Anzi, gli intestatari erano realmente
disabili. Chi è stato pescato ad utilizzare i contrassegni però, lo
faceva senza averne titolo.
In particolare, in quasi tutti i casi, si trattava di persone
disabili ormai decedute, di cui però i parenti stretti non avevano
mai notificato la morte all’ufficio preposto. In questo modo
riuscivano a godere di agevolazioni che in una città come Padova
fanno la differenza: passaggio attraverso i varchi della zona a
traffico limitato, parcheggio comodo anche in centro storico e
possibilità di percorrere le corsie dedicate ad autobus e
taxi.
I CONTROLLI. «Nell’ultimo periodo sono stati ritirati 30
contrassegni - rivela Maria Luisa Ferretti, comandante della
polizia municipale - Purtroppo non è facile scoprire questi
imbrogli. Noi facciamo costantemente controlli mirati, ma abbiamo
ancora qualche difficoltà con le persone che vengono da altre
province. In caso di decesso i contrassegni devono essere
restituiti, ma questo non sempre accade. C’è chi tenta di
usufruirne comunque. Le nostre verifiche sono praticamente
quotidiane. I pass vengono rilasciati sulla base di una
certificazione medica che attesta la difficoltà di deambulazione.
Ma sistematicamente smascheriamo chi tenta di imbrogliare». I
controlli, in effetti, sono molto meticolosi.
LE SANZIONI. Nel momento in cui vengono «pescati», i
furbetti vengono colpiti duramente. Innanzitutto viene contestato l’
uso improprio dell’autorizzazione (78 euro), a cui poi si
aggiungono le altre sanzioni previste dal codice della strada. Che
possono riguardare il transito sulla corsia dei bus o il parcheggio
in un’area riservata ai disabili. Quest’ultimo caso, oltre alla
sanzione, prevede anche la decurtazione di due punti.
LE REAZIONI. «Questi controlli vengono fatti proprio a
tutela dei disabili motori, che fanno uso della carrozzina - dice l’
assessore alla Mobilità Ivo Rossi - per tutelarli è necessario
colpire chi non ha titolo. La considero una forma di furbizia
prevaricatrice, peraltro piuttosto fastidiosa». Anche l’assessore
alla Polizia municipale Marco Carrai sostiene la validità dei
controlli sui pass per invalidi: «Gli agenti della polizia
municipale mettono a punto a cadenza regolare questo genere di
controlli, proprio per evitare che si creino situazioni come quelle
scoperte. Il parcheggio comodo è un diritto che spetta a chi ha
veramente bisogno».
IL RECORD. Pass ztl, parcheggio e permessi legati al
trasporto di disabili. Se si vuole andare a caccia di un record in
termini di sanzioni, spetta senza dubbio a Riccardo Ruggeri,
titolare del ristorante Sant’Antonio di piazza del Santo. Si è
visto recapitare a casa 130 multe dopo essere passato 130 volte
sotto il varco di Largo Europa: 10 mila euro in tutto, da pagare
possibilmente entro 60 giorni. Il ristorantore è in possesso del
pass ztl per gli operatori commerciali, per cui sono previste
determinate fasce di orario per transitare oltre i varchi.
Ma Riccardo Ruggeri dispone anche di un pass disabili intestato
alla madre, che vive con lui e che spesso lo accompagna al lavoro:
il talloncino per i disabili non è soggetto a fasce orarie per il
transito oltre i varchi. Nel periodo «incriminato» ha anche
cambiato l’auto e non ha mai comunicato il cambiamento ai vigili
urbani, contando sul fatto che il contrassegno disabili della madre
è nominale. Ora è in corso un contenzioso per tentare di risolvere
questo «caso limite».
(20 ottobre 2009)