Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 21.03.2010 ore 21.13
PUBBLICITÀ
condividi:

LA TRAGEDIA DI CURTAROLO
Alessandro straziato da venticinque coltellate

Ha trafitto il suo bambino di due anni per ben 25 volte con un coltello, al petto e alla schiena. Poi lo ha stretto a sé e non se n’è staccata per tre ore, finché è stata convinta dal pm Orietta Canova a farsi ricoverare. Un raptus che nessuno si aspettava, sebbene il marito, Gianni Bellato, avesse visto la sofferenza della moglie, Monica Cabrele, dopo il parto della sorellina di Alessandro nata tre mesi fa. La donna è piantonata all’ospedale, dove le è stato notificato l’ordine di fermo per omicidio volontario
Alessandro con i nonni materni
Alessandro con i nonni materni
CURTAROLO. Ha colpito il suo bambino 25 volte, al petto e alla schiena, con un coltello da portata. L’ha trafitto ripetutamente, con un raptus di follia che nessuno riesce a spiegarsi. Pochi minuti prima aveva allattato la sua bimba di tre mesi e l’aveva messa a letto a dormire.

E’ questa la ricostruzione fatta dai carabinieri del reparto investigativo di Padova, dopo una notte trascorsa nella villetta di via San Martino 10, dove è stata spezzata la vita del piccolo Alessandro Bellato, di 2 anni e 10 mesi. L’esistenza di Monica Cabrele, madre e moglie, è stata stravolta nel giro di mezzora. Alle 19 di sabato infatti il marito Gianni Bellato l’ha salutata prima di uscire per andare a prendere le pizze. Poco dopo le 19.39 è rientrato, e davanti si è trovato l’inferno. Monica se ne stava seduta sul pavimento del soggiorno, vicina all’angolo cucina, al piano terra, con il suo bambino morto in braccio. Era in stato catatonico, con lo sguardo perso nel vuoto. Poco lontano, sempre sul pavimento, il coltello usato per uccidere, con una lama di appena 15 centimetri: una delle posate utilizzate abitualmente a pranzo e cena.

L’uomo, sconvolto, ha chiesto aiuto al 118, poi si è precipitato al piano superiore, con il cuore in gola, per vedere in che condizioni era la sua bambina nata tre mesi fa. E fortunatamente dormiva tranquillamente in culla. Dopo una decina di minuti, sul posto, sono arrivate un’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri. La donna è stata stesa su un fianco e comunque continuava a stringere il corpicino senza vita del suo piccolo. L’ha fatto per oltre tre ore, fino al momento in cui è stata caricata in ambulanza e portata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Padova. A bordo dell’a mbulanza, con lei, è salita anche Orietta Canova, il pubblico ministero a cui è stata affidata l’indagine.


Dopo una notte trascorsa a guardarla, a cercare di parlarle, a tentare di capire cosa è scattato all’interno della villetta, il sostituto procuratore ha firmato il fermo per omicidio volontario. Monica Cabrele è rimasta in Psichiatria, piantonata dai militari dell’Arma. Nel frattempo l’abitazione di via San Martino 10 è stata sequestrata e anche nei prossimi giorni gli investigatori vi entreranno per portare a termine altri rilievi.

L’ESAME ESTERNO.
Da un primo esame sembra che il corpicino di Alessandro sia stato perforato per un numero di volte superiore a 20 e inferiore a 30, probabilmente circa 25. I colpi sarebbero stati sferrati in un modo definito «disordinato», al punto da chiamare in causa il termine «raptus». Decisivo sarà l’esame autoptico programmato per oggi. Quel che è certo è che è stato colpito sia al petto che alla schiena.

GLI INTERROGATORI.
Ieri pomeriggio Gianni Bellato è stato convocato in procura, per essere interrogato dal pubblico ministero. Dopo un rapido consulto con gli avvocati ha raggiunto il quarto piano del palazzo di giustizia, dove ha sostanzialmente confermato quanto detto la notte precedente, a caldo. Ha riferito di aver visto sua moglie strana e taciturna in questi ultimi giorni. Ma nessun segnale ha mai fatto presagire nulla di simile. Verso le 19 poi, Orietta Canova e il comandante del nucleo investigativo Ivan Petracca hanno raggiunto il reparto di Psichiatria per interrogare la madre trentacinquenne. Per la prima volta il pubblico ministero si è trovata faccia a faccia con la donna accusata di aver ucciso suo figlio. L’ha fatta parlare quasi un’ora e mezza e si è fatta raccontare la sua ricostruzione dei fatti. Monica, per la prima volta in condizione di parlare, ha confessato: «Ho ucciso io Alessandro».
(23 novembre 2009)
Ultim'ora
Roma, 21:00 REGIONALI: ROBILOTTA (PDL), NEL LAZIO RISCHIO ANNULLAMENTO Roma, 20:58 RAI: MERLO, CENSURA SEMPRE NOCIVA MA REGOLE VANNO APPLICATE Roma, 20:56 REGIONALI: GELMINI, NON MOMENTO CONFRONTO TV CON BERSANI Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Lamico di Giuseppe: Lhanno pestato L'amico di Giuseppe: ''L'hanno pestato''
Testate locali
Annunci (Padova e Veneto)
Annunci di lavoro (Padova e Veneto)
Enti e tribunali (Padova e Veneto)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006