LA TRAGEDIA DI CURTAROLO
Alessandro straziato da venticinque coltellate
Ha trafitto il suo bambino di due anni per ben 25 volte con un coltello, al petto e alla schiena. Poi lo ha stretto a sé e non se n’è staccata per tre ore, finché è stata convinta dal pm Orietta Canova a farsi ricoverare. Un raptus che nessuno si aspettava, sebbene il marito, Gianni Bellato, avesse visto la sofferenza della moglie, Monica Cabrele, dopo il parto della sorellina di Alessandro nata tre mesi fa. La donna è piantonata all’ospedale, dove le è stato notificato l’ordine di fermo per omicidio volontario
Alessandro con i nonni materni
CURTAROLO. Ha colpito il suo bambino 25 volte, al petto e alla
schiena, con un coltello da portata. L’ha trafitto ripetutamente,
con un raptus di follia che nessuno riesce a spiegarsi. Pochi
minuti prima aveva allattato la sua bimba di tre mesi e l’aveva
messa a letto a dormire.
E’ questa la ricostruzione fatta dai carabinieri del
reparto investigativo di Padova, dopo una notte trascorsa nella
villetta di via San Martino 10, dove è stata spezzata la vita del
piccolo Alessandro Bellato, di 2 anni e 10 mesi. L’esistenza di
Monica Cabrele, madre e moglie, è stata stravolta nel giro di
mezzora. Alle 19 di sabato infatti il marito Gianni Bellato l’ha
salutata prima di uscire per andare a prendere le pizze. Poco dopo
le 19.39 è rientrato, e davanti si è trovato l’inferno. Monica se
ne stava seduta sul pavimento del soggiorno, vicina all’angolo
cucina, al piano terra, con il suo bambino morto in braccio. Era in
stato catatonico, con lo sguardo perso nel vuoto. Poco lontano,
sempre sul pavimento, il coltello usato per uccidere, con una lama
di appena 15 centimetri: una delle posate utilizzate abitualmente a
pranzo e cena.
L’uomo, sconvolto, ha chiesto aiuto al 118, poi si è precipitato al
piano superiore, con il cuore in gola, per vedere in che condizioni
era la sua bambina nata tre mesi fa. E fortunatamente dormiva
tranquillamente in culla. Dopo una decina di minuti, sul posto,
sono arrivate un’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri. La
donna è stata stesa su un fianco e comunque continuava a stringere
il corpicino senza vita del suo piccolo. L’ha fatto per oltre tre
ore, fino al momento in cui è stata caricata in ambulanza e portata
nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Padova. A bordo dell’a
mbulanza, con lei, è salita anche Orietta Canova, il pubblico
ministero a cui è stata affidata l’indagine.
Dopo una notte trascorsa a guardarla, a cercare di parlarle, a
tentare di capire cosa è scattato all’interno della villetta, il
sostituto procuratore ha firmato il fermo per omicidio volontario.
Monica Cabrele è rimasta in Psichiatria, piantonata dai militari
dell’Arma. Nel frattempo l’abitazione di via San Martino 10 è stata
sequestrata e anche nei prossimi giorni gli investigatori vi
entreranno per portare a termine altri rilievi.
L’ESAME ESTERNO. Da un primo esame sembra che il corpicino
di Alessandro sia stato perforato per un numero di volte superiore
a 20 e inferiore a 30, probabilmente circa 25. I colpi sarebbero
stati sferrati in un modo definito «disordinato», al punto da
chiamare in causa il termine «raptus». Decisivo sarà l’esame
autoptico programmato per oggi. Quel che è certo è che è stato
colpito sia al petto che alla schiena.
GLI INTERROGATORI. Ieri pomeriggio Gianni Bellato è stato
convocato in procura, per essere interrogato dal pubblico
ministero. Dopo un rapido consulto con gli avvocati ha raggiunto il
quarto piano del palazzo di giustizia, dove ha sostanzialmente
confermato quanto detto la notte precedente, a caldo. Ha riferito
di aver visto sua moglie strana e taciturna in questi ultimi
giorni. Ma nessun segnale ha mai fatto presagire nulla di simile.
Verso le 19 poi, Orietta Canova e il comandante del nucleo
investigativo Ivan Petracca hanno raggiunto il reparto di
Psichiatria per interrogare la madre trentacinquenne. Per la prima
volta il pubblico ministero si è trovata faccia a faccia con la
donna accusata di aver ucciso suo figlio. L’ha fatta parlare quasi
un’ora e mezza e si è fatta raccontare la sua ricostruzione dei
fatti. Monica, per la prima volta in condizione di parlare, ha
confessato: «Ho ucciso io Alessandro».
(23 novembre 2009)