Influenza A, tre casi a Este
Partita la campagna di vaccinazione, ma la accetta solo un medico su 5
ESTE. Sono tre i casi resi noti di influenza
A/H1N1 nell’ospedale di Este, tutti sotto stretta osservazione. Fra
di loro anche una donna macedone di 44 anni, che soffre di diabete,
e che versa in gravi condizioni: dalla Rianimazione di Este è stata
trasferita a Padova per ricevere cure più adeguate al suo stato. E’
questo il dato preoccupante che accompagna la presentazione della
campagna di vaccinazione contro la «suina» avvenuta nella sede dell’
Usl 17, presente il direttore generale Giovanni Pavesi.
La vaccinazione. Dopo le prime somministrazioni di vaccino al
personale sanitario dell’Azienda (con una percentuale di vaccinati
di appena il 20%), ieri è partita ufficialmente la campagna
riservata alla popolazione. L’Usl 17 può disporre al momento di 5
mila dosi, che lieviteranno a 48.000 nei prossimi mesi. La priorità
è per le categorie a rischio, ossia per le donne in gravidanza al
secondo e terzo mese, per i bambini fino ai sei mesi e per i nati
dal 1992 al 2009 con patologie a rischio. Per agevolare l’accesso
al vaccino gli aventi diritto riceveranno la cosiddetta «chiamata
attiva»: per alcune categorie arriverà a casa una lettera con le
indicazioni di data, orario e sede della vaccinazione. Oltre ai
minori, saranno avvisati anche i nati dal 1991 al 1945 con malattie
che li rendano a rischio di complicazioni gravi. In tutto sono
state inviate 14.500 missive: si conta di avere una risposta
positiva per almeno metà degli «inviti». Non è un ordine:
vaccinarsi è facoltativo.
Il parere medico. «Aderire alla campagna tutela la propria salute
e rappresenta un dovere civico, visto che si contribuisce a ridurre
l’entità del contagio nella comunità - sostiene il dottor Antonio
Ferro, direttore del dipartimento di Prevenzione - Il pericolo non
è rappresentato dagli effetti collaterali, ma dalla possibilità che
molti rinuncino al vaccino spaventati da fonti scientificamente non
attendibili». Certo la circostanza che nella Bassa si vaccini un
solo medico ogni cinque non rappresenta una buona pubblicità per l’i
niziativa, né un sanitario che rifiuti di vaccinarsi perché teme
per la propria salute può essere credibile quando consiglia
(ammesso che lo faccia) a qualcun altro di vaccinarsi. In rapida
successione, dal 23 novembre la campagna toccherà anche forze dell’o
rdine, donatori di sangue, alunni dei nidi, mentre dal 7 dicembre
sarà la volta di insegnanti e dipendenti pubblici. Dal 18 gennaio,
esaurite le priorità, la vaccinazione sarà estesa anche ai
maggiorenni privi di particolari patologie.
I casi nell’Usl 17. Tre i casi dichiarati: sono pazienti accolti
in ospedale a Este, dai 44 ai 55 anni, affetti da altre patologie.
«L’A/H1N1 è solo l’ultima delle patologie che gravano su questi
ricoverati - dice il direttore sanitario Ennio Cardone, che è anche
a capo della particolare unità di crisi - Il monitoraggio è al
massimo livello, ma gli accessi a strutture e pronto soccorso sono
nei livelli standard». Altri dieci casi sono in via di
accertamento: i pazienti sono stati sottoposti a «tampone», se ne
attende l’esito.
(10 novembre 2009)