I suicidi scherno su Facebook
Uccidersi diventa «emozione». Il profilo sul social network ha 166 amici. Le foto utilizzano il logo del Comune senza autorizzazione. Gli autori adesso rischiano una denuncia
di Paolo Baron
Ecco la foto del manifesto "truccato"
PADOVA. Sei giovani suicidi in poco meno di tre
mesi. Due avvocati, un imprenditore edile, un panettiere, un
immobiliarista, un operaio. Quattro di questi hanno deciso di
uccidersi per questioni legate alla crisi economica. Uno per
questioni sentimentali. Si tratta di un fenomeno che è diventato un
problema. Eppure c’è chi ci scherza su. O meglio vorrebbe
scherzarci su con cartelloni inventati e di dubbio gusto.
BRUTTO SCHERZO. Un suicidio a settimana: Padova,
città delle emozioni. E’ questo il finto manifesto che gira su
internet postato sui blog (Skyscrapercity, per esempio) e lanciato
da Facebook (il profilo è «Padova città delle emozioni»). Un
manifesto che è come un pugno dritto nello stomaco. A corredo della
frase c’è la foto di una corda con il cappio su sfondo nero.
Il finto manifesto è stato «postato» quattro giorni fa ed è parte
dell’album fotografico di «Padova città delle emozioni». Un profilo
nuovo ma che ha già 166 amici. Fra loro politici, scrittori,
giornalisti, molti dei quali hanno accettato l’amicizia come si fa
di solito, senza indagare più di tanto su chi ci sia dietro a
profili che non hanno un nome e un cognome.
PERICOLI IN RETE. Un pericolo come sottolinea il
vice sindaco Ivo Rossi, che ha accettato l’amicizia di «Padova,
città delle emozioni» quasi come riflesso condizionato. «In
effetti, bisogna stare attenti - concorda Rossi - ho visto che mi
chiedevano l’amicizia e che utilizzavano la frase che utilizziamo
come amministrazione per la cartellonistica. Così ho accettato l’a
micizia, ripromettendomi di guardare bene chi si celava dietro a
quel profilo. Ora che l’ho scoperto mi cancellerò».
BUONA COMPAGNIA. Ivo Rossi è comunque in buona
compagnia: fra coloro che hanno accettato l’amicizia di «Padova
città delle emozioni» ci sono parecchi politici: Filippo Ascierto,
Enrico Pavanetto, Andrea Micalizzi, Mauro Bortoli. Una schiera
bipartisan che si è trovata insieme nel sottogruppo «Padova città
delle emozioni» del «mare magnum» del social network più
frequentato del mondo. Ma fra quelli che hanno accettato l’amicizia
c’è anche il titolare di un blog che ha come foto della pagina
iniziale un giovane sorridente che si punta una pistola alla
tempia.
RISCHIO DENUNCIA. L’utilizzo del logo del Comune
senza autorizzazione, comunque sia, potrebbe costare agli ideatori
e ai titolari (o il titolare) del profilo su Facebook una denuncia.
Lo conferma anche il vice sindaco. «Non si è mai visto nessuno
utilizzare marchi senza l’autorizzazione - ha detto Ivo Rossi -
tanto meno se apposti su manifesti di dubbio gusto». Che, tra l’a
ltro, se qualcuno non ci vede la provocazione, potrebbe anche
pensare siano slogan che inneggiano tranquillamente al
suicidio.
UN LUNGO FORUM. La decisione dell’amministrazione di
denunciare e l’adesione dei politici scatenerà certamente i
frequentatori di blog e forum in rete. La maggior parte dei quali
sono giovani, teenager, universitari e con passioni comuni.
Come quelli che scrivono sul «grattacielo» (il blog skyscraper) che
hanno «importato» le foto ritoccate (non solo quella con la corda
ma anche altre, alcune delle quali le abbiamo riportate qui sotto)
e le hanno commentate sorridendo. Come se il problema dei suicidi
fosse un tema su cui ridere.
(01 febbraio 2010)