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martedì 16.03.2010 ore 09.48
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I suicidi scherno su Facebook

Uccidersi diventa «emozione». Il profilo sul social network ha 166 amici. Le foto utilizzano il logo del Comune senza autorizzazione. Gli autori adesso rischiano una denuncia
di Paolo Baron
Ecco la foto del manifesto truccato
Ecco la foto del manifesto "truccato"
PADOVA. Sei giovani suicidi in poco meno di tre mesi. Due avvocati, un imprenditore edile, un panettiere, un immobiliarista, un operaio. Quattro di questi hanno deciso di uccidersi per questioni legate alla crisi economica. Uno per questioni sentimentali. Si tratta di un fenomeno che è diventato un problema. Eppure c’è chi ci scherza su. O meglio vorrebbe scherzarci su con cartelloni inventati e di dubbio gusto.

BRUTTO SCHERZO. Un suicidio a settimana: Padova, città delle emozioni. E’ questo il finto manifesto che gira su internet postato sui blog (Skyscrapercity, per esempio) e lanciato da Facebook (il profilo è «Padova città delle emozioni»). Un manifesto che è come un pugno dritto nello stomaco. A corredo della frase c’è la foto di una corda con il cappio su sfondo nero.

Il finto manifesto è stato «postato» quattro giorni fa ed è parte dell’album fotografico di «Padova città delle emozioni». Un profilo nuovo ma che ha già 166 amici. Fra loro politici, scrittori, giornalisti, molti dei quali hanno accettato l’amicizia come si fa di solito, senza indagare più di tanto su chi ci sia dietro a profili che non hanno un nome e un cognome.

PERICOLI IN RETE. Un pericolo come sottolinea il vice sindaco Ivo Rossi, che ha accettato l’amicizia di «Padova, città delle emozioni» quasi come riflesso condizionato. «In effetti, bisogna stare attenti - concorda Rossi - ho visto che mi chiedevano l’amicizia e che utilizzavano la frase che utilizziamo come amministrazione per la cartellonistica. Così ho accettato l’a micizia, ripromettendomi di guardare bene chi si celava dietro a quel profilo. Ora che l’ho scoperto mi cancellerò».

BUONA COMPAGNIA. Ivo Rossi è comunque in buona compagnia: fra coloro che hanno accettato l’amicizia di «Padova città delle emozioni» ci sono parecchi politici: Filippo Ascierto, Enrico Pavanetto, Andrea Micalizzi, Mauro Bortoli. Una schiera bipartisan che si è trovata insieme nel sottogruppo «Padova città delle emozioni» del «mare magnum» del social network più frequentato del mondo. Ma fra quelli che hanno accettato l’amicizia c’è anche il titolare di un blog che ha come foto della pagina iniziale un giovane sorridente che si punta una pistola alla tempia.


RISCHIO DENUNCIA. L’utilizzo del logo del Comune senza autorizzazione, comunque sia, potrebbe costare agli ideatori e ai titolari (o il titolare) del profilo su Facebook una denuncia. Lo conferma anche il vice sindaco. «Non si è mai visto nessuno utilizzare marchi senza l’autorizzazione - ha detto Ivo Rossi - tanto meno se apposti su manifesti di dubbio gusto». Che, tra l’a ltro, se qualcuno non ci vede la provocazione, potrebbe anche pensare siano slogan che inneggiano tranquillamente al suicidio.

UN LUNGO FORUM.
La decisione dell’amministrazione di denunciare e l’adesione dei politici scatenerà certamente i frequentatori di blog e forum in rete. La maggior parte dei quali sono giovani, teenager, universitari e con passioni comuni.

Come quelli che scrivono sul «grattacielo» (il blog skyscraper) che hanno «importato» le foto ritoccate (non solo quella con la corda ma anche altre, alcune delle quali le abbiamo riportate qui sotto) e le hanno commentate sorridendo. Come se il problema dei suicidi fosse un tema su cui ridere.
(01 febbraio 2010)
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