Gay Village al Foro Boario
Zan: "Sarà la festa di tutti"
A Corso Australia per tutto agosto musica, teatro, mostre e ristoranti. Con tanti ospiti a sorpresa. La madrina d'apertura sarà Patty Pravo
di Filippo Tosatto
L’8 giugno di sei anni fa il Padova Pride cambiò, in modo
irreversibile, il rapporto tra la città e la comunità omosessuale,
strappando quest’ultima a un ruolo di semiclandestinità e
assicurandole diritti di cittadinanza a lungo negati. Ora l’Arcigay
- forte di 5 mila soci e di una rappresentanza istituzionale -
lancia un nuovo segnale forte e annuncia un mese di festa, cultura,
svago, dibattiti, spettacolo: è il Padova Gay Village e si svolgerà
dall’1 al 31 agosto nei vasti spazi dell’ex Foro Boario, in corso
Australia. E’ la seconda iniziativa del genere in Italia, preceduta
soltanto dal maxi Village romano nel parco del Ninfeo.
«Ci pensavamo da tempo perché un evento di questo genere
richiede uno sforzo straordinario rispetto alle nostre risorse e un
grande impegno di volontariato», è il commento di Alessandro Zan,
consigliere comunale indipendente e presidente veneto di Arcigay
«noi pensiamo a una grande festa popolare, senza etichette né
steccati. Ci sarà, naturalmente, attenzione alle battaglie per i
diritti civili, ma proporremo soprattutto musica, teatro, spazi
espositivi, spettacoli, ristorazione. Insomma, una nuova
opportunità di svago rivolta a tutti i padovani. Nelle prossime
serate d’agosto vorrei vedere passeggiare tra i nostri stand tante
famiglie con i bambini al seguito, come avviene da anni al Village
di Roma».
Le trattative con l’amministrazione comunale per la concessione
dell’ex Foro Boario sono in fase avanzata. Gli unici ostacoli da
superare (se così si possono definire) riguardano la compatibilità
degli orari della rassegna e del suo livello di decibel rispetto
alle norme di legge. Un iter comune a tutte le manifestazioni all’a
perto in spazi pubblici. In questo senso, gli uffici tecnici di
palazzo Moroni stanno svolgendo gli accertamenti del caso - e la
risposta definitiva è attesa entro una decina giorni - ma lo stesso
Zan valuta l’atteggiamento degli amministratori e del sindaco
Flavio Zanonato come «ispirato a spirito di disponibilità e
collaborazione».
In altre parole, la concessione (magari con qualche aggiustamento
di carattere tecnico in corso) sembra scontata. E l’ultimo incontro
in municipio, presente anche il giovane leader padovano di Arcigay
Claudio Malfitano, ha dissolto ogni dubbio residuo.
Filtra anche qualche anticipazione sugli ospiti di Padova Gay
Village 2008. Madrina d’apertura, salvo sorprese, sarà Patty Pravo
col suo fascino allusivo; e tra gli spettacoli in programma c’è un
monologo teatrale di Paola Cortellesi, attrice di culto dopo il
successo travolgente della piéce «Gli ultimi saranno gli ultimi».
Spazio anche alla politica, un po’ anticonformista però, con due
rifondaroli su tutti: il presidente gay della Regione Puglia Nichi
Vendola e la trans Luxuria, deputato uscente.
«Vogliamo stare insieme, divertirci, conoscerci, discutere»,
riflette Zan «perché questa, a differenza del Pride, non sarà una
manifestazione di orgoglio omosessuale ma una festa di popolo che
Arcigay apre a donne e uomini, giovani e anziani, omo ed etero. A
tutti insomma. A Padova ora possiamo farlo perché questa città, la
prima d’Italia a introdurre l’anagrafe delle coppie di fatto, ha
acquisito grande maturità sul terreno dei diritti civili. E gli
steccati ideologici, i pregiudizi di ieri, oggi sono estranei alla
coscienza della stragrande maggior parte dei cittadini».
Ultimi, ma non ultimi, i finanziamenti. Per allestire un mese di
serate, occorrono fondi adeguati. I contatti con gli sponsor sono
già a buon punto e i primi risultati vengono definiti
«soddisfacenti».
Siete favorevoli alla manifestazione? Ci andrete? Pensate
che il Gay Village potrà movimentare l'estate padovana?
(04 luglio 2008)