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sabato 20.03.2010 ore 01.51
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"Faceva meglio a starsene zitto"

Molto affetto per il giovane, ma solo pochi biasimano il parroco
ESTE. Alberto alle 10 è in piazza Maggiore, attorniato dai suoi amici. Poco dopo arrivano gli altri esponenti del Circolo delle libertà estense. Installano il banchetto per raccogliere le firme contro il Governo Prodi. Ma l'argomento al centro dell'attenzione, ieri mattina, era proprio lui. Dall'altra parte della piazza c'è il banco di Forza Italia, che raccoglie firme per lo stesso motivo. Sono separati in casa, anche su Alberto. Spiega Giuseppe Trentin, neo segretario della sezione estense: «Non nego che la cosa ci abbia creato imbarazzo. Ma facciamo chiarezza. Non siamo contro la libertà sessuale, a noi stanno bene anche i gay. Ciò che ci ha disturbato, provocando un forte dibattito tra i forzisti estensi, è il blog porno di Alberto in internet».

Alle 10 la piazza è ancora semivuota. Vicino ad Alberto, tra il gruppo di amici eterosessuali, vi è Francesco Ghisellini, 22 anni, quattro dei quali passati in seminario. E' studente dell'Accademia di Verona. «Io conosco Alberto da due anni - dice - si è sempre occupato della vita della Chiesa. Mi sembra limitativo mettere i bastoni tra le ruote a ragazzi che esprimono la loro felicità. Alberto non ha offeso nessuno. La Chiesa cade a livelli molto bassi. Allora quello che ci insegnano dal pulpito è solo acqua calda». Marta Roin è portavoce del Circolo delle libertà estense. Dice a chiare lettere: «Come membri del Circolo (una quindicina, ndr) abbiamo pensato che non si può voltare le spalle a un amico solo per convenienza politica. Come Circolo siamo amareggiati, pensavamo che Forza Italia fosse un partito di massa, non di elite: la realtà di Este non rispetta quella nazionale. Io ho quattro figli ed Alberto è un ragazzo d'oro, a casa mia si è sempre comportato bene». Alberto ieri mattina è andato in chiesa alle 10,30. Si siede negli ultimi banchi e segue la messa celebrata da don Paolino. Non può cantare come ogni domenica col coro, ma lo fa sommessamente seguendo parola per parola la liturgia. Don Paolino per la sua omelia sceglie un brano tratto dal Vangelo secondo Luca. Non affronta, se non alla fine e in modo indiretto la questione, quando invita: «Preghiamo per tutti quei figlioli che hanno preso la distanza dalla pratica della fede». Quindi Alberto va a fare la comunione. In tanti lo guardano, alcuni lo riconoscono. Fuori dalla chiesa qualcuno lo abbraccia, qualcun altro fa finta di non averlo mai conosciuto.
Donatella Modenese è catechista: «L'omosessualità è una sua scelta personale - afferma - La Chiesa ha le sue idee, ma io so che non ha mai buttato fuori gli omosessuali».

Aggiunge Nicolina Tedesco, maestra elementare ed ex catechista: «Mi dispiace che si sia creato una situazione così imbarazzante. Io l'ho sempre conosciuto come un ragazzo più che educato». Mirella Borile e Roberto La Rosa fanno parte del coro: «Ognuno è libero di fare quello che vuole - dicono - Noi al suo posto non avremmo mai pubblicizzato l'omosessualità. Che sia un buon ragazzo è fuori discussione, ma quando abbiamo letto sul giornale che era omosessuale siamo rimasti esterrefatti. Abbiamo immaginato che don Paolino ne avrebbe parlato». Chi prende deciso le difese del ragazzo è Giovanni Fornasiero, un coetaneo che conosce Alberto sin dall'asilo: «E' una sua scelta. Io conosco da sempre Alberto, e per me rimane un buon ragazzo». Scelta che viene rispettata anche dal padre Enzo Fornasiero. Non è meno deciso Fiorentino Dalla Sala che dice: «Cosa vuol dire che è omosessuale? Alberto è sempre stato educato e rispettoso. Don Paolino a mio avviso ha sbagliato, deve essere più tollerante». Infine l'abbraccio di Roberto Trevisan, ex assessore di Forza Italia, all'amico di partito: «Trovo squallida la posizione sia di don Paolino che di Giuseppe Trentin - dice - se uno vive con rispetto la propria omosessualità per me non cambia nulla. E' facile crocifiggere i più deboli». Dichiarazione destinata a provocare divisioni nel partito.
(19 novembre 2007)
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