"Faceva meglio a starsene zitto"
Molto affetto per il giovane, ma solo pochi biasimano il parroco
ESTE. Alberto alle 10 è in piazza Maggiore,
attorniato dai suoi amici. Poco dopo arrivano gli altri esponenti
del Circolo delle libertà estense. Installano il banchetto per
raccogliere le firme contro il Governo Prodi. Ma l'argomento al
centro dell'attenzione, ieri mattina, era proprio lui. Dall'altra
parte della piazza c'è il banco di Forza Italia, che raccoglie
firme per lo stesso motivo. Sono separati in casa, anche su
Alberto. Spiega
Giuseppe Trentin, neo segretario
della sezione estense: «Non nego che la cosa ci abbia creato
imbarazzo. Ma facciamo chiarezza. Non siamo contro la libertà
sessuale, a noi stanno bene anche i gay. Ciò che ci ha disturbato,
provocando un forte dibattito tra i forzisti estensi, è il blog
porno di Alberto in internet».
Alle 10 la piazza è ancora semivuota. Vicino ad Alberto, tra il
gruppo di amici eterosessuali, vi è
Francesco
Ghisellini, 22 anni, quattro dei quali passati in
seminario. E' studente dell'Accademia di Verona. «Io conosco
Alberto da due anni - dice - si è sempre occupato della vita della
Chiesa. Mi sembra limitativo mettere i bastoni tra le ruote a
ragazzi che esprimono la loro felicità. Alberto non ha offeso
nessuno. La Chiesa cade a livelli molto bassi. Allora quello che ci
insegnano dal pulpito è solo acqua calda».
Marta
Roin è portavoce del Circolo delle libertà estense. Dice a
chiare lettere: «Come membri del Circolo (una quindicina, ndr)
abbiamo pensato che non si può voltare le spalle a un amico solo
per convenienza politica. Come Circolo siamo amareggiati, pensavamo
che Forza Italia fosse un partito di massa, non di elite: la realtà
di Este non rispetta quella nazionale. Io ho quattro figli ed
Alberto è un ragazzo d'oro, a casa mia si è sempre comportato
bene». Alberto ieri mattina è andato in chiesa alle 10,30. Si siede
negli ultimi banchi e segue la messa celebrata da don Paolino. Non
può cantare come ogni domenica col coro, ma lo fa sommessamente
seguendo parola per parola la liturgia. Don Paolino per la sua
omelia sceglie un brano tratto dal Vangelo secondo Luca. Non
affronta, se non alla fine e in modo indiretto la questione, quando
invita: «Preghiamo per tutti quei figlioli che hanno preso la
distanza dalla pratica della fede». Quindi Alberto va a fare la
comunione. In tanti lo guardano, alcuni lo riconoscono. Fuori dalla
chiesa qualcuno lo abbraccia, qualcun altro fa finta di non averlo
mai conosciuto.
Donatella Modenese è catechista:
«L'omosessualità è una sua scelta personale - afferma - La Chiesa
ha le sue idee, ma io so che non ha mai buttato fuori gli
omosessuali».
Aggiunge
Nicolina Tedesco, maestra elementare ed
ex catechista: «Mi dispiace che si sia creato una situazione così
imbarazzante. Io l'ho sempre conosciuto come un ragazzo più che
educato».
Mirella Borile e
Roberto La
Rosa fanno parte del coro: «Ognuno è libero di fare quello
che vuole - dicono - Noi al suo posto non avremmo mai pubblicizzato
l'omosessualità. Che sia un buon ragazzo è fuori discussione, ma
quando abbiamo letto sul giornale che era omosessuale siamo rimasti
esterrefatti. Abbiamo immaginato che don Paolino ne avrebbe
parlato». Chi prende deciso le difese del ragazzo è
Giovanni Fornasiero, un coetaneo che conosce
Alberto sin dall'asilo: «E' una sua scelta. Io conosco da sempre
Alberto, e per me rimane un buon ragazzo». Scelta che viene
rispettata anche dal padre
Enzo Fornasiero. Non è
meno deciso
Fiorentino Dalla Sala che dice: «Cosa
vuol dire che è omosessuale? Alberto è sempre stato educato e
rispettoso. Don Paolino a mio avviso ha sbagliato, deve essere più
tollerante». Infine l'abbraccio di
Roberto
Trevisan, ex assessore di Forza Italia, all'amico di
partito: «Trovo squallida la posizione sia di don Paolino che di
Giuseppe Trentin - dice - se uno vive con rispetto la propria
omosessualità per me non cambia nulla. E' facile crocifiggere i più
deboli». Dichiarazione destinata a provocare divisioni nel partito.
(19 novembre 2007)