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martedì 09.02.2010 ore 19.11
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Muore a 42 anni dopo essersi vaccinato

Inchiesta della Procura della Repubblica sul decesso nel reparto di Rianimazione di Bruno Armani, 42 anni, operaio meccanico di Ponte San Nicolò e padre di un bambino di 9 anni. L'uomo tre giorni dopo la vaccinazione contro l’influenza di stagione è stato colpito da una serie di emorragie e infine anche operato al cervello. I familiari: "Era sano e sportivo"
Labitazione di Bruno Armani
L'abitazione di Bruno Armani
PADOVA. Come ogni anno, o quasi, si era sottoposto al vaccino antinfluenzale stagionale. Tre giorni più tardi ha cominciato a star male: la lingua e i linfonodi erano gonfi, nelle mucose della bocca presentava ulcerazioni e sanguinamenti, sempre più forti le emorragie al naso. Su consiglio del medico di base, si è rivolto al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Padova dove è stato ricoverato per accertamenti nelle ore successive. Nella sua casa di Ponte San Nicolò, via San Basilio 30, non è più tornato Bruno Armani, 42 anni compiuti l’11 aprile scorso, una moglie e un figlio che compie 9 anni oggi. Nell’arco di dieci giorni le sue condizioni sono precipitate. Operato per una sospetta emorragia cerebrale, il 16 novembre scorso è morto senza essersi più ripreso. Sgomenta, la famiglia si è affidata all’avvocato padovano Lucia Rupolo che ha presentato in procura un esposto. E il pubblico ministero Sergio Dini ha aperto un’inchiesta. Nessun indagato al momento.

TANTI INTERROGATIVI. Perché è morto Bruno Armani? Che cosa ha provocato l’emorragia cerebrale e, prima ancora, quella serie di sanguinamenti sempre più violenti e frequenti che lo avevano colpito? E ancora: in quella tragica e veloce fine può aver avuto un ruolo il vaccino antinfluenzale stagionale che aveva provocato al braccio dell’uomo una «petecchia», un’emorragia di piccole dimensioni dovuta a problemi di coagulazione che si manifesta con macchie puntiformi di colore rosso porpora? A tutti questi interrogativi cercherà di rispondere l’indagine del pm Dini che, oggi alle 10, affiderà a un esperto il compito di svolgere l’a utopsia sul corpo di Bruno Armani. Anche i familiari nomineranno un consulente di parte.

LA CRONISTORIA. Bruno Armani è sempre stato un uomo in buona salute. Tutto famiglia e lavoro, con qualche passione, come quella per il calcio (giocava nel Voltaroncaglia). Di professione era manutentore meccanico in un’azienda di Noventa Padovana specializzata nella produzione di vaccini per animali. È martedì 3 novembre quando Bruno Armani si fa iniettare il vaccino: una forma di prevenzione che adotta quasi tutti gli anni per evitare l’influenza. Tre giorni più tardi i primi malesseri: la lingua e i linfonodi si gonfiano e piccole emorragie compaiono in bocca. Poi inizia a perdere sangue dal naso. All’inizio i disturbi sembrano fonte solo di fastidio. Ma il quadro cambia ben presto: i sanguinamenti diventano sempre più forti. Preoccupato, Bruno Armani chiama il medico di famiglia e quest’ultimo lo indirizza al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera dove il paziente arriva in serata. Scattano gli accertamenti diagnostici: gli esami del sangue rivelano un’alterazione dei valori che impongono un approfondimento del caso, in particolare una piastrinopenia ovvero una sensibile riduzione del numero delle piastrine al di sotto della norma.


Bruno Armani è ricoverato in medicina per uno screening generale. I disturbi non passano. Una settimana più tardi l’improvviso e imprevedibile peggioramento. Il quarantaduenne viene colpito da convulsioni. Sedato, è sottoposto alla Tac che rivela una sospetta emorragia cerebrale. Per i medici non c’è tempo da perdere: la mattina di sabato 14 novembre Bruno va sotto i ferri per un intervento al cervello che dura alcune ore. Uscito dalla sala operatoria, è trasferito nel reparto di Terapia intensiva-Rianimazionea del Giustinianeo. Non si riprenderà più. Due giorni più tardi, lunedì, la morte.

L’ESPOSTO. Una morte impensabile fino a pochi giorni fa. E, soprattutto, per nulla chiara. Che cosa ha provocato l’emorragia cerebrale e i sanguinamenti che avevano convinto i medici a ricoverare Bruno Armani? Come spiegare la «petecchia» sul braccio appena fatto il vaccino? «La famiglia è sconvolta di fronte a questa morte repentina e inaspettata. E vuole capire che cosa è davvero accaduto e le cause del decesso. Confidiamo che gli accertamenti disposti dal pubblico ministero Sergio Dini daranno tutte le spiegazioni» spiega l’avvocato padovano Lucia Rupolo che ha redatto l’esposto. Non lanciano accuse i familiari. Non tirano in campo responsabilità di chicchessia. Vogliono solo capire perché il loro congiunto, che era una persona in ottima salute, è spirato nell’arco di una decina di giorni.
(20 novembre 2009)
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