Decisivo l'incrocio dei dati personali
Una contrattazione che esclude le agenzie immobiliari
Gli indirizzi lasciati dagli studenti all'Usl per poter usufruire del medico di famiglia senza residenza (possibilità concessa da un accordo fra Università e Usl 16), e quelli scritti nel registro della biblioteca universitaria (per prendere in prestito i libri di testo). E ancora: i nominativi delle bollette di luce, acqua, gas e rifiuti dei vari alloggi sospetti. Ma anche gli indirizzi di chi paga l'Ici sulla seconda casa (e successive) e le imposte di registro versate. L'indagine che ha permesso di scoprire il sommerso degli affitti in nero è stata resa possibile dalla tecnologia. Fino a qualche anno fa, infatti, era impensabile riuscire a incrociare le varie banche dati in modo da far saltare fuori le incongruenze. Grazie alla «rete» la guardia di finanza è risalita agevolmente ai proprietari degli alloggi affittati in nero. Ed ha inferto un duro colpo a un sistema di illegalità.
(05 settembre 2009)