Crocifisso, l'annuncio di Letta: "Ricorso contro Strasburgo"
La sentenza anti crocifisso nelle scuole emessa il 3 novembre scorso dalla Corte europea accogliendo il ricorso presentato da una cittadina di Abano Terme (Padova)
ABANO. «Il governo sta facendo il possibile per contrastare gli
effetti della sentenza della Corte Europea sul crocifisso. E ha
deciso di chiedere il rinvio della sentenza alla Grande Camera
della Corte stessa». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, rivelando che proprio ieri mattina si è
tenuta una riunione al ministero degli Esteri per mettere a punto
il ricorso a Strasburgo. Tutto era partito dal ricorso di una
famiglia di Abano.
«Abbiamo fiducia che la Corte ripari a quello che ci appare come
un grande torto alle tradizioni del nostro Paese» ha concluso
Letta. «E’ da apprezzare decisamente questa iniziativa del governo
italiano, rispetto alla sentenza della Corte europea dei Diritti
umani di Strasburgo, per quanto riguarda l’esposizione del
crocifisso nelle aule scolastiche». Così il presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco, ha commentato l’annuncio fatto durante
la stessa conferenza dal sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio, Gianni Letta. «E’ da apprezzare, lodare, sostenere - ha
aggiunto Bagnasco - come risulta anche da parte di altri paesi
europei che si stanno aggiungendo a questa iniziativa perché la
sentenza veramente va contro al sentire popolare, della
gente».
La battaglia legale sul crocifisso iniziata 9 anni fa. Era il 2001
quando Solie Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese
residente ad Abano Terme, i cui figli Daico (allora 13 anni) e Sami
Albertin (12) frequentavano l'Istituto Vittorino da Feltre ad Abano
Terme, chiese alla scuola la rimozione del crocifisso, invocando
una sentenza della Cassazione che, proprio l'anno precedente (nel
2000), aveva definito la presenza dei simbolo religioso nei seggi
elettorali contrario al principio di laicità della
Costituzione.
La Corte europea dei Diritti dell'Uomo lo scorso novembre ha dato
ragione alla Lautsi, accogliendo il ricorso con una sentenza nella
quale si sottolinea che l'esposizione del simbolo del Cristo nelle
aule scolastiche lede la libertà di religione degli alunni e il
diritto dei genitori di poter educare i figli secondo le proprie
convinzioni.
CROCIFISSO, TUTTI I VOSTRI COMMENTI
(22 gennaio 2010)