Crocefisso a scuola
Croci nere dipinte su casa Albertin
La famiglia che ha innescato la controversa sentenza vuole protezione. Interrogazione parlamentare per chiedere al ministro dell’Interno azioni a tutela della loro incolumità
Quattro croci disegnate con la vernice spray nera e la scritta
«Cristo» sotto una di esse. E’ l’inquietante messaggio ricevuto
dalla famiglia Albertin, che ha avviato la causa approdata alla
Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo da cui è scaturito l’o
bbligo di togliere il crocifisso dalle aule delle scuole pubbliche
italiane. La sgradevole scoperta è stata fatta, nella prima
mattinata di ieri, dal dottor Massimo Albertin, ematologo della
Casa di cura, che si stava recando al lavoro.
Ignoti, nel corso della notte, avevano imbrattato la recinzione
della casa di via Primo Maggio. Quando Albertin - che assieme alla
moglie Soile Lautsi ha intrapreso il percorso giudiziario contro la
presenza del massimo simbolo della cristianità nelle aule pubbliche
- ha visto le scritte tracciate sui muri esterni dell’abitazione,
ha avvisato i carabinieri della stazione di Abano Terme, che sono
intervenuti sul posto per raccogliere la segnalazione e avviare le
indagini. Un fatto grave, che suona come un vero e proprio
«avvertimento» agli Albertin.
«Dopo quello che è accaduto - esordisce l’uomo - mi auguro che le
forze dell’ordine prendano seriamente in considerazione misure che
proteggano me e i miei cari». Di più, al momento, non vuole
aggiungere, palesemente turbato dalle ricadute di una vicenda che
mette da giorni a serio rischio la tranquillità della sua famiglia.
Telefonate anonime a ogni ora del giorno e della notte, minacce
pesanti a lui e alla moglie. Nemmeno ai due figli sono state
risparmiate le offese. Un clima pesantissimo che ha avuto
conseguenze anche a livello nazionale. I Radicali, riuniti a
Chianciano, hanno chiesto al ministero dell’Interno un’adeguata
protezione per Massimo Albertin e i suoi familiari.
Il senatore Marco Perduca ha presentato anche un’interrogazione
parlamentare. «Avevamo visto giusto - ha affermato Michele
Bortoluzzi, veneto nella direzione nazionale del partito - i
Torquemada sono entrati in azione, magari istigati dalle azioni
propagandistiche di persone come il sindaco leghista di Cittadella
Massimo Bitonci (che domenica ha organizzato ad Abano una
distribuzione di crocifissi)». Nella sua interrogazione, il
senatore Perduca chiede di sapere quali misure intenda adottare il
Viminale per «garantire la sicurezza personale dei cittadini
italiani che hanno presentato ricorsi contro la supposta violazione
di norme a garanzia della non discriminazione per motivi
religiosi». Fra polemiche politiche, liti televisive (fra cui
quella su Canale 5 di domenica scorsa) e scontri ideologici, le
scritte scoperte ieri difronte alla casa degli Albertin
rappresentano un segnale inquietante.
(13 novembre 2009)