Cartia: «È un intervento legittimo
evita indebite omologazioni»
Riconosciuta l'ammissibilità del provvedimento
di E. B.
L'avvocato Alberto Cartia, noto e valente ammnistrativista
padovano, fa il punto sulla querelle politico-giudiziaria sui Pacs
cogliendone i punti essenziali. «Il Tar per il Veneto ha ritenuto
l'ammissibilità dell'iniziativa giudiziaria proposta, ravvisando un
interesse a sindacare la legittimità dei provvedimenti
amministrativi emanati dal Comune al fine di garantire la
distinzione, anche giuridica, tra quella nucleare o civile e quella
anagrafica. E ciò al fine di evitare indebite omologazioni e
sovrapposizioni tra le due figure ben distinte».
Va pertanto riconosciuto il potere del Comune di Padova (e,
naturalmente, di ogni altro Comune italiano) di «delineare un
sistema finalizzato ad attestare la sussistenza di una famiglia
anagrafica, nel senso espresso dalla vigente normativa, ovvero,
l'insieme di persone legate da vincoli familiari o anche
semplicemente affettivi, come liberamente dichiarati dai soggetti
richiedenti all'atto della costituzione o variazione della famiglia
anagrafica».
L'avvocato Cartia ne trae questa conclusione. «Così inquadrata la
delicata questione, e riconosciuta in sostanza l'ammissibilità e la
legittimità della scelta amministrativa operata
dall'Amministrazione Comunale di Padova, i gidici del Tar hanno
invece annullato la modulistica approvata dall'Amministrazione ai
fini dell'iscrizione nell'anagrafe, ritenendo che la medesima
inducesse, sotto alcuni profili, in un equivoco tra i diversi
concetti della famiglia nucleare fondata sul matrimonio e quella
anagrafica, caratterizzata anche semplicemente dalla coabitazione e
dalla sussistenza di un vincolo affettivo».
Il Comune dovrà quindi «emanare ed approvare una nuova
modulistica, operando opportune precisazioni, in modo tale da
specificare il riferimento alla famiglia anagrafica, e chiarendo,
inoltre, che l'attestazione rilasciata dall'Ufficiale dell'Anagrafe
non costituisce un vero e proprio certificato anagrafico di stato
di famiglia, bensì rientra tra le varie e diverse posizioni
desumibili dagli atti anagrafici oggetto di possibile attestazione
e certificazione da parte degli Ufficiali dell'Anagrafe». In
conclusione, è ragionevole ritenere che quanto affermato dai
giudici del Tar si «porrà quale pietra di paragone per l'operato di
numerosi altri Comuni del Veneto e d'Italia che si troveranno a
dover affrontare e disciplinare la complessa problematica».
(29 agosto 2007)