SICUREZZA A PADOVA / IL PROBLEMA ROM
Campo nomadi, si farà un censimento
Il prefetto Sodano: il nostro sarà un esperimento-pilota a livello nazionale
Al via il censimento nei campi nomadi della città. Lo ha confermato
il prefetto Ennio Mario Sodano: «E’ un’iniziativa a carattere
nazionale - ha spiegato - Forse a Padova ci muoveremo in anticipo
visto il caso di via Bassette. Dove, per altro, non esiste alcuna
emergenza».
Nei giorni scorsi durante la riunione del Cosp (Comitato
per l’ordine e la sicurezza pubblica) si è parlato del campo nomadi
sorto in via Bassette e sono state paventate alcune soluzioni. Il
prefetto Sodano, tuttavia, preferisce gettare acqua sul fuoco.
«Abbiamo esaminato varie soluzioni - spiega l’inquilino di Palazzo
Santo Stefano - e faremo una verifica attenta. Soprattutto perché
sembra che in quell’area ci siano presenze nuove. Comunque ci sono
anche bambini che vanno a scuola. Per questo prima di prendere una
decisione è necessario capire tutto bene».
Durante il Cosp era stato proposto di spostare gli occupanti del
campo di via Bassette (sorto su un’area privata) in via Longhin,
accanto all’altro campo nomadi. Ma la soluzione è stata scartata
per le difficoltà che sorgerebbero mettendo insieme i rom bosniaci
(quelli di via Bassette), con i rom harvati (di origine croata,
giunti in Italia all’inizio del Novecento) di via Longhin. Per
questo motivo la soluzione più probabile è che il campo nomadi di
via Bassette verrà progressivamente azzerato, mandando via i rom
arrivati da poco e trovando una sistemazione alternativa alla
famiglia titolare del contratto d’affitto che ha i figli che
frequentano le scuole di Mortise.
A breve, poi, ci sarà un blitz interforze. Ma anche in questo caso
il prefetto Sodano ostenta cautela. «I controlli le forze dell’o
rdine li fanno ogni giorno - aggiunge - non c’è bisogno di fare
blitz o maxi controlli». Poi l’ultimo pensiero il prefetto lo
dedica al sondaggio pubblicato dal mattino di Padova sulla
sicurezza in città. Sondaggio che dipinge le paure dei padovani.
«Sebbene si parli di percezione - chiude - ci sono degli spunti da
non sottovalutare. Qui nel Nordest, infatti, la gente ha più timore
di perdere lo cose belle che ha. Ma attenzione a non incentivare
troppo con gli allarmi. La situazione è sotto controllo».
(26 ottobre 2009)