Campo nomadi, insurrezione del Pd «Il prefetto intervenga in via Bassette»
«I commercianti sono intimoriti e lamentano furti nei loro negozi»
PADOVA. «Sgomberare il campo nomadi di via
Bassette» e di seguito l’invito a firmare la petizione. La «P» c’è
sempre, ma non è quella della Padania. Tutt’altro. E’ seguita da
una «D» incastonata nello sfondo rosso fuoco. «Pd», Partito
Democratico. Solo che stavolta la veste è inedita. Il parlamentare
Alessandro Naccarato è sceso in piazza con i suoi per chiedere lo
sgombero di un campo nomadi, quello di via Bassette, quello che sta
tormentando i residenti del quartiere di Mortise. Tutto in stile
Carroccio, con banchetto e bandiere d’ordinanza piazzate nel bel
mezzo del parcheggio del centro commerciale La Corte, ma condito
con salsa democratica.
«Quello non è un campo nomadi, quello è un campo abusivo. La
situazione è estremamente complessa - sottolinea Naccarato - i
nomadi si sono insediati in un’area privata e pagano regolarmente l’
affitto. Quindi il sindaco non ha strumenti per intervenire. Non
possiamo fare altro che chiedere l’intervento del prefetto Ennio
Mario Sodano e del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che da due
anni non fa altro che tagliare l’organico delle forze dell’ordine».
«E’ una situazione di estremo degrado - dice Paolo Cesaro,
consigliere comunale - ci sono bambini minorenni che non vanno a
scuola e dal punto di vista igienico sanitario proprio non ci
siamo». Poi ci sono le proteste dei commercianti delle vie Cardan,
Madonna della Salute, Di Lenna e Lanari.
«C’è chi lamenta furti a ripetizione, chi si spaventa per la
presenza di questi ragazzini, che scorazzano tutto il giorno», fa
presente invece Andrea De Toni, giovane consigliere di quartiere.
«A volte piazzano i camion sulla pista ciclabile e non si può più
passare», lamenta Giulia Bosetti. Ieri mattina a Mortise c’era pure
il mercatino rionale. Chi si avvicinava con curiosità, se ne andava
con stupore.
Perché non capita tutti i giorni di vedere gli esponenti del
centrosinistra scagliarsi con una raccolta di firme contro un
camponomadi. L’ultimo precedente in ordine di tempo, forse, è il
caso scoppiato a Schio, dove il sindaco democratico arrivò a far
scavare una fossa per impedire alle carovane di parcheggiare in un’a
rea comunale. Questo di Padova è un caso differente, dove la
condivisione e la partecipazione dei cittadini vengono messe ancora
al primo posto.
Ma il messaggio è comunque forte e chiaro. Quel camponomadi va
smantellato. Sui numeri i militanti del Pd hanno qualche
incertezza. C’è chi è pronto a giurare siano una cinquantina, chi
un po’ meno. Non ricordano né i nomi del proprietario del terreno,
né quelli delle famiglie rom che vi abitano. E’ chiaro che questo
non è il loro terreno, ma una cosa è certa: sono decisi. «Il
messaggio deve arrivare forte e chiaro, sia in prefettura che al
governo - puntualizza Naccarato - Perché la Lega blatera tanto, ma
alla fine non fa nulla. Basta vedere la deriva delle famose ronde:
tanti proclami e nessun iscritto. Noi invece vogliamo risolvere il
problema lamentato da questi cittadini, portando le nostre istanze
direttamente ai punti nevralgici delle istituzioni». Il nuovo
prefetto è avvisato.
(e.fer.)
(10 ottobre 2009)