«Bitonci vende fumo. È pericoloso»
Daniela Ruffini, assessore a Padova: «Ha soltanto copiato le disposizioni di legge». Galan: «Idea accettabile». Covre: «Giusta provocazione». Il prefetto attende i ricorsi
di Paolo Baron
PADOVA. «Il sindaco di Cittadella è un guitto pericoloso. Perché
sta facendo un’ordinanza sul nulla. Ha soltanto copiato le
disposizioni del decreto 30 del 2007». Parte da Padova la rivolta
anti ordinanza firmata da Massimo Bitonci. In prima fila, come
spesso accade, la «pasionaria» Daniela Ruffini, assessore alla Casa
del Comune di Padova, in quota Rifondazione comunista, che proprio
questa mattina terrà coi colleghi di Rc una conferenza stampa per
rendere note le contromisure anti ordinanza.
«Dire che s’introduce il reddito minimo come requisito per avere la
residenza è falso - continua Daniela Ruffini - Perché il reddito è
già un requisito previsto dalla legge. Si tratta solo di una
campagna di propaganda razzista e xenofoba che vuole alimentare le
paure delle persone nei confronti dei poveri e dei diversi». In
effetti, la circolare numero 19 del ministero dell’Interno datata 6
aprile 2007 prevede scaglioni di reddito minimi per richiedere la
residenza che vanno dai 5.061,68 euro ai 15.185,04 euro a seconda
dei componenti del nucleo familiare.
La novità introdotta dall’ordinanza è piuttosto l’istituzione di
una commissione formata da un ufficiale dell’anagrafe, un
funzionario dell’ufficio demografico e un vigile urbano che
valuteranno caso per caso. Non si sbilancia invece il prefetto
Paolo Padoin, che resta fermo sulle posizioni espresse nei giorni
scorsi. «L’ordinanza va vista e studiata bene - afferma - vedremo
poi le disposizioni a livello centrale. Ma, ripeto: impugnare i
provvedimenti che si ritengono illegittimi è un diritto sacrosanto.
Se cittadini rumeni, o immigrati di altre nazionalità, ricorreranno
contro le ordinanze esamineremo le loro ragioni con rigore e
assoluto rispetto».
«Se quella di Bitonci è un’idea accettabile, che deve essere
valutata sul piano della legittimità rispetto alle normative
comunitarie - è l’opinione del Governatore del Veneto Giancarlo
Galan - non vedo quale altro criterio in una simile materia possa
guidarci. Intanto le cronache si arricchiscono di fatti criminosi
di giorno in giorno e provvedimenti per davvero efficaci tardano a
venire. Anzi, temo che non verranno mai. Di qui la risposta che
sindaci di piccoli e grandi comuni stanno cercando di dare a dei
problemi cui un governo serio e responsabile dovrebbe avere già
risposto». «L’ordinanza di Cittadella non reggerà mai di fronte al
Tar, ma è una provocazione giusta».
Giuseppe Covre, l’eretico ex sindaco leghista di Oderzo: «Si tratta
di una provocazione, di un grimaldello che vuole affrontare un
problema di strettissima attualità. Il sottosegretario all’Interno
Ettore Rosato, ieri sera a Silea è, infine, apparso scettico: ««Già
molti giuristi hanno detto che si tratta di una norma
incostituzionale. Questo vuol dire che sarà facilmente impugnabile
da chiunque». Per il sottosegretario l’ordinanza di Cittadella non
è volta ad ottenere risultati, «al contrario del pacchetto
sicurezza varato dal Consiglio dei ministri, che fondamentalmente
affronta il problema in modo esaustivo».
PARTECIPA: Decisione
giusta o esagerata?
(17 novembre 2007)