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mercoledì 10.02.2010 ore 00.47
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«Bitonci vende fumo. È pericoloso»

Daniela Ruffini, assessore a Padova: «Ha soltanto copiato le disposizioni di legge». Galan: «Idea accettabile». Covre: «Giusta provocazione». Il prefetto attende i ricorsi
di Paolo Baron
PADOVA. «Il sindaco di Cittadella è un guitto pericoloso. Perché sta facendo un’ordinanza sul nulla. Ha soltanto copiato le disposizioni del decreto 30 del 2007». Parte da Padova la rivolta anti ordinanza firmata da Massimo Bitonci. In prima fila, come spesso accade, la «pasionaria» Daniela Ruffini, assessore alla Casa del Comune di Padova, in quota Rifondazione comunista, che proprio questa mattina terrà coi colleghi di Rc una conferenza stampa per rendere note le contromisure anti ordinanza.

«Dire che s’introduce il reddito minimo come requisito per avere la residenza è falso - continua Daniela Ruffini - Perché il reddito è già un requisito previsto dalla legge. Si tratta solo di una campagna di propaganda razzista e xenofoba che vuole alimentare le paure delle persone nei confronti dei poveri e dei diversi». In effetti, la circolare numero 19 del ministero dell’Interno datata 6 aprile 2007 prevede scaglioni di reddito minimi per richiedere la residenza che vanno dai 5.061,68 euro ai 15.185,04 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare.

La novità introdotta dall’ordinanza è piuttosto l’istituzione di una commissione formata da un ufficiale dell’anagrafe, un funzionario dell’ufficio demografico e un vigile urbano che valuteranno caso per caso. Non si sbilancia invece il prefetto Paolo Padoin, che resta fermo sulle posizioni espresse nei giorni scorsi. «L’ordinanza va vista e studiata bene - afferma - vedremo poi le disposizioni a livello centrale. Ma, ripeto: impugnare i provvedimenti che si ritengono illegittimi è un diritto sacrosanto. Se cittadini rumeni, o immigrati di altre nazionalità, ricorreranno contro le ordinanze esamineremo le loro ragioni con rigore e assoluto rispetto».

«Se quella di Bitonci è un’idea accettabile, che deve essere valutata sul piano della legittimità rispetto alle normative comunitarie - è l’opinione del Governatore del Veneto Giancarlo Galan - non vedo quale altro criterio in una simile materia possa guidarci. Intanto le cronache si arricchiscono di fatti criminosi di giorno in giorno e provvedimenti per davvero efficaci tardano a venire. Anzi, temo che non verranno mai. Di qui la risposta che sindaci di piccoli e grandi comuni stanno cercando di dare a dei problemi cui un governo serio e responsabile dovrebbe avere già risposto». «L’ordinanza di Cittadella non reggerà mai di fronte al Tar, ma è una provocazione giusta».


Giuseppe Covre, l’eretico ex sindaco leghista di Oderzo: «Si tratta di una provocazione, di un grimaldello che vuole affrontare un problema di strettissima attualità. Il sottosegretario all’Interno Ettore Rosato, ieri sera a Silea è, infine, apparso scettico: ««Già molti giuristi hanno detto che si tratta di una norma incostituzionale. Questo vuol dire che sarà facilmente impugnabile da chiunque». Per il sottosegretario l’ordinanza di Cittadella non è volta ad ottenere risultati, «al contrario del pacchetto sicurezza varato dal Consiglio dei ministri, che fondamentalmente affronta il problema in modo esaustivo».

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(17 novembre 2007)
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