Blitz in via Confalonieri
All'alba 200 carabinieri nei covi
dei nuovi spacciatori di droga
ORE 7,45. Sul piazzale sotto i due palazzoni sono
rimasti in pochi. Dei duecento militari la maggior parte è tornata
in caserma. C’è la parte più difficile ora. L’identificazione, il
fotosegnalamento, le denunce da redigere. Servono calma e tempo. Il
materiale deve arrivare sul tavolo del magistrato prima possibile.
Solitamente la gente vede solo la parte più «cinematografica» dei
blitz. I militari che intervengono sul posto, i clandestini che
escono in fila indiana immortalati da cineoperatori e fotografi.
Poi c’è il lavoro oscuro. Quello che in campo una volta facevano i
mediani alla Oriali. Un clandestino impegna un intero ufficio anche
per ore. Non basta «portarlo dentro». E’ necessario identificarlo e
assicurarsi che l’identità sia certa.
ORE 12. Gli uffici ai piani alti del comando
provinciale sono tutti impegnati. In uno c’è seduto in un angolo
«Cicciobello», al secolo Mohamed Hamed Alì, sedicente palestinese
di 31 anni, vero spauracchio del quartiere. «Cicciobello» è stato
trovato dentro un appartamento di via Confalonieri nel letto di una
giovane rumena conosciuta dai carabinieri in quanto più volte
segnalata sulla strada. Lei è l’intestataria del contratto d’a
ffitto. Lui un suo ospite. «Cicciobello» è un indesiderato, ma
nessuno lo più cacciare dall’Italia. La sua identità non è certa e
nessun paese del Nordafrica lo riconosce (tanto meno le autorità
palestinesi). In questa situazione, nemmeno i centri di permanenza
temporanea lo possono accogliere. «Cicciobello» sbuffa e guarda l’o
rologio. Fra qualche ora sarà nuovamente libero. In nome della
legge.
(21 novembre 2008)