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martedì 09.02.2010 ore 19.10
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Affitti in nero, evasi 700 mila €

Otto proprietari su dieci non regolarizzano i contratti. La Finanza smaschera un malcostume non solo padovano: importante la collaborazione degli studenti
Chi affitta agli studenti universitari lo fa quasi sempre in nero ed evade le tasse. Ciò che fino all'altro giorno era considerato un assioma, ora è stato dimostrato dalla guardia di finanza. Infatti, su un campione di un centinaio di proprietari di appartamenti affittati a studenti fuori sede (che studiano all'Università di Padova), l'80 per cento è risultato fuori regola. Alcuni dichiaravano solo il 10 per cento di ciò che percepivano, altri sono risultati evasori totali (fra loro anche due fratelli proprietari di 34 case).

Ciò che finora era considerato un assioma, dunque, ha stavolta prodotto risultati «scontati» se si vuole, ma certamente incredibili grazie alle Fiamme Gialle. Incredibili in quanto per la prima volta anche gli studenti si sono ribellati al «sistema» (che a ben guardare non conviene nemmeno a loro), permettendo di smascherare gli aguzzini. Gli uomini del colonnello Ivano Maccani (comandante provinciale della Guardia di Finanza), infatti, hanno accertato un'evasione totale di oltre 700 mila euro, sequestrato cinque immobili per un valore di un milione di euro (affittati a pseudo studentesse sudamericane che in realtà erano prostitute) e scoperto 17 evasori di cui tre totali. I militari sono arrivati agli evasori dopo uno screening di migliaia di posizioni confrontando le banche dati di Comune, Università, Esu, Usl.

Partendo dai nominativi dei 43 mila studenti fuori sede iscritti all'Università di Padova, gli investigatori hanno trovato 10 mila posizioni anomale (i cui dati confrontanti non combaciavano). Da queste 10 mila posizioni, 900 sono risultate «fuori norma», ovvero caratterizzate da indici di pericolosità, tanto per utilizzare il linguaggio tecnico degli investigatori. Che hanno deciso di inviare i primi 80 questionari: i risultati sono stati sorprendenti.


L'ottanta per cento delle prime 50 posizioni analizzate sono risultate fuorilegge. Nel dettaglio, 17 sono stati i proprietari sottoposti ad accertamenti e 48 gli immobili interessati. Ma ciò che ha sorpreso di più i finanzieri è che agli 80 questionari hanno risposto 109 studenti universitari fuori sede e 7 lavoratori stranieri (rumeni e ungheresi). Dunque un numero maggiore rispetto alle persone interpellate, segno inequivocabile che non è vero che gli studenti sono contenti di pagare in nero perché pagano di meno.

Quello dello scandalo degli affitti in nero agli studenti universitari è un cavallo di battaglia del colonnello Maccani che già il giorno del suo insediamento (nell'ottobre scorso) aveva dichiarato guerra a un malcostume che è più che altro un reato, come ha sottolineato ieri mattina a Palazzo Moroni il sindaco Flavio Zanonato. Ieri i primi concreti risultati dell'indagine delle Fiamme Gialle sono stati presentati alla presenza anche del Rettore Vincenzo Milanesi, del direttore dell'Usl 16 Fortunato Rao e del commissario dell'Esu Flavio Rodeghiero.

L'indagine, tuttavia, è stata resa possibile dall'incrocio delle varie banche dati, che hanno messo a nudo i truffatori. Qualche anno fa, ciò non sarebbe stato possibile. Perché soltanto sovrapporre i nominativi di luce, acqua e gas di uno stesso alloggio sarebbe stata un'impresa.
Ma l'azione della Guardia di Finanza non è stata solo finalizzata alla repressione. Grazie alla collaborazione di tutti gli enti coinvolti, è nato un vademecum che sarà distribuito alle matricole che si iscriveranno quest'anno all'Università di Padova (dal titolo: «Abitare a Padova»), opuscolo che spiega la differenza fra contratti liberi e concertati, ad uso abitativo e ad uso transitorio. Pochi sanno, infatti, che parte dell'affitto per studenti fuori sede può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi per un importo non superiore a 2.600 euro e che anche i proprietari delle case possono beneficiare di contributi erogati dal Comune di Padova purché tutto sia in regola.
(05 settembre 2009)
 
 
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