«Troppo clamore durante la festa del Patrono»
Oggi era intenzionato a celebrare la messa: «Non voglio che venga strumentalizzata»
di Gianni Biasetti
ABANO. Don Sante ieri è riuscito a rimanere lontano dalla canonica
di Monterosso soltanto qualche ora. Giusto il tempo per il pranzo
consumato forse a casa di parenti tra uno squillo del cellulare e l’
altro. La pressione sul giovane parroco-papà è stata ieri notevole
e lui, correttamente, non si è mai fatto negare. Nel pomeriggio,
verso le 17, il sacerdote era già tornato in ufficio e poi nel
grande capannone della sagra, installato a fianco della chiesa,
assieme agli organizzatori, a predisporre tutto il necessario per
stand gastronomico e serata danzante. La bufera che si è abbattuta
sulla piccola comunità ai piedi dei Colli con la notizia della sua
relazione sentimentale con una giovane donna dalla quale ha avuto
un figlio, che ora ha nove mesi, non sembra avergli tolto quella
serenità d’animo, che lo ha sempre contraddistinto. La
conversazione telefonica con il parroco dura una trentina di
minuti.
Don Sante manifesta il suo dispiacere per il clamore suscitato, ma
le sue parole lasciano anche trasparire un certo sollievo per
essersi scrollato di dosso un problema che lo angustiava da tanto
tempo. Come va don Sante? «Insomma non c’è male - risponde con voce
pacata - sono abbastanza tranquillo, mi dispiace che tutto questo
clamore venga sollevato durante le giornate della festa del
Patrono. E’ il momento peggiore». Si è fatto vivo qualcuno dei suoi
superiori, ha sentito in mattinata il vescovo monsignor Mattiazzo?
«Per ora no. Ribadisco che non voglio parlare della mia vicenda
prima di martedì della prossima settimana quando convocherò qui in
canonica una conferenza stampa. Solo allora dirò tutto. Spiegherò i
fatti, come stanno veramente». Domani pomeriggio (oggi ndr) il
programma della sagra di Monterosso prevede per le 18 la
celebrazione della messa solenne in onore del patrono San
Bartolomeo. Sarà lei, don Sante, a presiedere l’Eucarestia? «Su
questo non dico nulla, non intendo che anche un momento importante
come la santa messa venga strumentalizzato». Di fatto lo stesso
parroco aveva promesso due mesi fa a Mattiazzo di non celebrare
più.
(24 agosto 2007)