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mercoledì 10.02.2010 ore 00.35
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Sante Sguotti al contrattacco
«Hanno chiesto alle ragazzine se in passato le ho molestate»

«Da circa sei mesi, da quando sono stato rimosso dalla parrocchia di Monterosso e il vescovo Mattiazzo ha affidato la comunità a un amministratore parrocchiale, le stanno tentando tutte per farmi del male. Sono arrivati perfino a chiedere ad alcune ragazzine del paese se durante la mia permanenza avessi allungato le mani su di loro. In paese ci sono persone che si prestano a tutto questo». Lancia accuse pesanti come pietre Sante Sguotti durante l’improvvisato incontro con i giornalisti di ieri mattina in un ristorante di Abano. «L’inchiesta di questi giorni sui contributi erogati dalla Regione (20 mila euro) e dalla Fondazione Cariparo (33 mila euro) per le opere eseguite alle strutture parrocchiali, anche se è evidente che non ho le prove, è un tassello di questa strategia - aggiunge l’ex prete - L’indagine è partita da un esposto anonimo fatto da persone molto preparate alle quali è stato consentito libero accesso ai documenti riservati, contenuti negli archivi della canonica. Questa è la dimostrazione di come viene esercitato il potere ecclesiale nei confronti di un prete che tenta di cambiare le cose per venire incontro a quelle che sono le esigenze di una comunità moderna. Vedrete, la smetteranno solo quando mi vedranno sulla strada a mendicare». Papà Sante Sguotti, giovedì pomeriggio, ha ricevuto dalla Procura di Padova un avviso di garanzia per appropriazione indebita di denaro pubblico. I famosi contributi di 53 mila euro. «La sostanza è che i lavori sono stati fatti e non mi sono messo in tasca nulla - dice - Può essere che abbia commesso qualche errore nel fotocopiare i documenti. Con questa operazione si screditano anche gli enti che hanno finanziato le opere e che hanno constatato che i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte e il Consiglio per gli affari economici della parrocchia che ha seguiti passo passo l’iter degli interventi. Avevo messo in conto questo tipo di vendette. Avevo parlato della mia condizione con altri ex sacerdoti che hanno fatto il mio stesso cammino e tutti mi avevano messo in guardia dai rischi che correvo attaccando frontalmente il potere della Chiesa». L’ex parroco si è soffermato
a lungo anche sul provvedimento del Sommo Pontefice che lo ha ridotto allo stato laicale. Decisione che non ammette ricorso e che toglie a Sante Sguotti la possibilità di sposarsi in chiesa. «Per poter contrarre matrimonio religioso vogliono che chieda la dispensa a papa Ratzinger, ammettendo che quando sono stato consacrato sacerdote non ero consapevole di quello che facevo - spiega l’ex parroco - Questo per togliere validità ai sacramenti che vado a celebrare. In tutta questa vicenda ci sono incongruenze enormi. Ora dal Vaticano mi viene proibito di celebrare l’Eucarestia e gli altri sacramenti. Questo significa che quanto mi aveva imposto il Vescovo sei mesi fa, con la sospensione «a divinis», non era stato fatto secondo le regole del Diritto canonico. Nonostante l’espulsione dalla Chiesa vado avanti per la mia strada. Continuerò la mia attività con l’associazione Chiesa cattolica dei peccatori, visto che in Italia c’è libertà di religione». La settimana prossima, intanto, torna in Italia l’ex vescovo di Lusaka, Manuel Milingo, l’esorcista africano scomunicato dal Papa per aver consacrato quattro vescovi cattolici a New York. «Non so se ci sarà la possibilità di rivederlo. Vedremo, dipende anche da lui», taglia corto il signor Sguotti.
(13 aprile 2008)
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