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mercoledì 10.02.2010 ore 00.38
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PARLA L'AMMINISTRATORE DEL NEGOZIO IN CENTRO DI PADOVA

Inchiesta sul pestaggio al supermarket
«Violenza sbagliata, ma provocava»

Il dirigente del Punto Sma: «E’ stato un grave danno d’immagine»
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LA FOTOSEQUENZA

«Reagire con la violenza è sempre sbagliato. L’unica cosa da fare in casi come questi è chiamare la polizia». Il giorno dopo la pubblicazione delle immagini del pestaggio da parte del magazziniere di un presunto ladro, Federico Togni, amministratore delegato del Punto Sma, il supermercato di via Tommaseo teatro dell’ episodio di giustizia fai-da-te non ha molta voglia di parlare. Anzi. Ne avrebbe, ma non per commentare.

«Ero a conoscenza del fatto - continua Togni - anche se in quel periodo (il 7 agosto scorso) ero in vacanza. Mi era stato raccontato al telefono. Capisco però che vederlo è un’altra cosa. Tuttavia, non condivido la scelta di pubblicarlo. E comunque adesso cercherò di capire chi ha fatto fuoriuscire dei dati aziendali che ci danneggiano. Perché sebbene non abbiate scritto il nome, molti hanno capito di che supermarket si trattasse. Quelle sequenze poi, senza audio, stravolgono la vicenda. Quel giovane era da diversi giorni che entrava in negozio. Si mangiava la roba e poi sfotteva i dipendenti. Non voglio giustificare nessuno, sia chiaro. L’unica cosa da fare era chiamare la polizia. Ma quel frammento di video ci ha procurato seri danni e basta».

La magistratura, tra l’altro, ha aperto un’inchiesta: la polizia è stata incaricata di compiere accertamenti sul pestaggio di un presunto ladro da parte del dipendente, ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozio e di verificare le modalità della diffusione delle immagini, la cui conservazione è soggetta alle regole della legge sulla privacy.

L’episodio risale al 7 agosto scorso: nel filmato si vede il magazziniere del market avventarsi su due giovani che stanno armeggiando vicino ad un espositore; subito dopo l’uomo prende per il collo il ragazzo e, dopo aver spinto a terra la giovane che è con lui, iniziare a prenderlo a pugni.


Il ragazzo - un probabile tossicodipendente, secondo la polizia - reagisce a sua volta, urla, sputa verso il magazziniere, in un crescendo di violenza che si svolge sotto gli occhi impauriti dei clienti. Solo un avventore, un giovane di colore, interviene a un dato momento per togliere dalle mani del ragazzo una bottiglia che questi sta brandendo per difendersi. Per l’episodio non ci sono tuttavia denunce, né risulta che i due uomini si siano presentati in ospedale per farsi medicare.

Nel frattempo l’onorevole di An Filippo Ascierto tende la mano al magazziniere. Parlando, in qualità di presidente nazionale dell’a ssociazione Andromeda, di sicurezza e della scarsa tutela per le vittime di reati comuni, per le quali intende promuovere la creazione di un fondo nazionale, il parlamentare non ha dubbi su chi vada difeso. «Pur non conoscendo ancora nel dettaglio la vicenda annuncio che, nel caso di eventuali imputazioni a carico di qualche dipendente del supermarket, intendo offrirgli assistenza legale gratuita attraverso lo Sportello per le vittime della criminalità dell’associazione Andromeda». «La tutela delle vittime del crimine è fondamentale - rilancia Ascierto - è assurdo che al criminale sia garantito il patrocinio legale gratuito mentre le vittime debbano pagarselo, tra l’altro con poche possibilità di risarcimento in sede civile. Perciò sto spingendo anche per l’i stituzione di un fondo nazionale per le vittime di reati comuni».
(30 settembre 2008)
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