PARLA L'AMMINISTRATORE DEL NEGOZIO IN CENTRO DI PADOVA
Inchiesta sul pestaggio al supermarket
«Violenza sbagliata, ma provocava»
Il dirigente del Punto Sma: «E’ stato un grave danno d’immagine»
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VIDEO
LA
FOTOSEQUENZA
«Reagire con la violenza è sempre sbagliato. L’unica cosa da fare
in casi come questi è chiamare la polizia». Il giorno dopo la
pubblicazione delle immagini del pestaggio da parte del
magazziniere di un presunto ladro, Federico Togni, amministratore
delegato del Punto Sma, il supermercato di via Tommaseo teatro dell’
episodio di giustizia fai-da-te non ha molta voglia di parlare.
Anzi. Ne avrebbe, ma non per commentare.
«Ero a conoscenza del fatto - continua Togni - anche se in quel
periodo (il 7 agosto scorso) ero in vacanza. Mi era stato
raccontato al telefono. Capisco però che vederlo è un’altra cosa.
Tuttavia, non condivido la scelta di pubblicarlo. E comunque adesso
cercherò di capire chi ha fatto fuoriuscire dei dati aziendali che
ci danneggiano. Perché sebbene non abbiate scritto il nome, molti
hanno capito di che supermarket si trattasse. Quelle sequenze poi,
senza audio, stravolgono la vicenda. Quel giovane era da diversi
giorni che entrava in negozio. Si mangiava la roba e poi sfotteva i
dipendenti. Non voglio giustificare nessuno, sia chiaro. L’unica
cosa da fare era chiamare la polizia. Ma quel frammento di video ci
ha procurato seri danni e basta».
La magistratura, tra l’altro, ha aperto un’inchiesta: la polizia è
stata incaricata di compiere accertamenti sul pestaggio di un
presunto ladro da parte del dipendente, ripreso dalle telecamere a
circuito chiuso del negozio e di verificare le modalità della
diffusione delle immagini, la cui conservazione è soggetta alle
regole della legge sulla privacy.
L’episodio risale al 7 agosto scorso: nel filmato si vede il
magazziniere del market avventarsi su due giovani che stanno
armeggiando vicino ad un espositore; subito dopo l’uomo prende per
il collo il ragazzo e, dopo aver spinto a terra la giovane che è
con lui, iniziare a prenderlo a pugni.
Il ragazzo - un probabile tossicodipendente, secondo la polizia -
reagisce a sua volta, urla, sputa verso il magazziniere, in un
crescendo di violenza che si svolge sotto gli occhi impauriti dei
clienti. Solo un avventore, un giovane di colore, interviene a un
dato momento per togliere dalle mani del ragazzo una bottiglia che
questi sta brandendo per difendersi. Per l’episodio non ci sono
tuttavia denunce, né risulta che i due uomini si siano presentati
in ospedale per farsi medicare.
Nel frattempo l’onorevole di An Filippo Ascierto tende la mano al
magazziniere. Parlando, in qualità di presidente nazionale dell’a
ssociazione Andromeda, di sicurezza e della scarsa tutela per le
vittime di reati comuni, per le quali intende promuovere la
creazione di un fondo nazionale, il parlamentare non ha dubbi su
chi vada difeso. «Pur non conoscendo ancora nel dettaglio la
vicenda annuncio che, nel caso di eventuali imputazioni a carico di
qualche dipendente del supermarket, intendo offrirgli assistenza
legale gratuita attraverso lo Sportello per le vittime della
criminalità dell’associazione Andromeda». «La tutela delle vittime
del crimine è fondamentale - rilancia Ascierto - è assurdo che al
criminale sia garantito il patrocinio legale gratuito mentre le
vittime debbano pagarselo, tra l’altro con poche possibilità di
risarcimento in sede civile. Perciò sto spingendo anche per l’i
stituzione di un fondo nazionale per le vittime di reati comuni».
(30 settembre 2008)