I colleghi: «Momenti di paura ma gli agenti non sono gravi»
Al Policlinico, a poca distanza gli uni dagli altri, vengono curati
i quattro agenti ed i due tunisini coinvolti nel frontale. I più
gravi sono Alessandro Berardi, 31 anni, e Marco Marangon, 45 anni,
che erano a bordo dell’Alfa Romeo 159, che si è scontrata
frontalmente. Entrambi hanno un trauma cranico commotivo e restano
in osservazione. Così come Marco Maragno, 31 anni, e Francesco
Rigodanzo, 22 anni, l’equipaggio della Fiat Marea: entrambi hanno
traumi agli arti, ma sono meno gravi dei colleghi. Resteranno in
osservazione come i due tunisini, piantonati e in stato di arresto.
Solo oggi i medici del pronto soccorso decideranno se dimettere i
quattro poliziotti o meno, dopo gli accertamenti clinici.
Sul posto si riversano decine di colleghi per sincerarsi delle
loro condizioni, mentre i due fuggitivi vengono sottoposti ai test
per l’eventuale uso di sostanze stupefacenti. I visi dei poliziotti
sono segnati dalla rabbia e dal dolore, ma man mano che trapelano
notizie dal pronto soccorso comincia ad affiorare qualche sospiro
di sollievo. Fioccano le telefonate ai cellulari, ne escono parole
di conforto in attesa di ricevere il responso definitivo.
«Stanno bene», illustra il questore Luigi Savina, decisamente
preoccupato per ciò che è accaduto ai suoi uomini, appena uscito da
una sala d’attesa quanto mai brulicante, tanto che dall’a
ltoparlante una voce stizzita invita a lasciare libero il passaggio
del pronto soccorso: «I medici stanno svolgendo gli accertamenti
del caso. Gli agenti hanno subìto qualche trauma ma niente di
particolarmente pericoloso per la loro salute, stesso discorso per
i due fuggitivi. L’Alfa Romeo non si è fermata all’alt imposto
dagli agenti, quindi è iniziato l’inseguimento che si è concluso
con lo schianto in via Buonarroti».
Intorno alle 17, all’ospedale sopraggiunge la polizia municipale,
incaricata di svolgere i rilievi stradali e risalire alle dinamiche
del frontale. Solidarietà dai colleghi poliziotti, ma anche qualche
militare dell’Arma ha fatto visita ai quattro agenti feriti mentre
altre persone in attesa nel pronto soccorso osservano incuriosite l’
andirivieni in divisa.
(27 novembre 2008)