Editto anti-sbandati in altri 20 comuni
Si moltiplicano le richieste a Bitonci per «clonare» il provvedimento contro gli irregolari
di Silvia Bergamin
CITTADELLA. «Misure decisamente razziste e
discriminatorie»: la scomunica istituzionale all'ordinanza
anti-sbandati del sindaco Massimo Bitonci arriva dal ministro della
Solidarietà sociale.
Niente mano libera. «L'iniziativa - ha osservato
ieri il ministro Paolo Ferrero (Rc) - indica la bontà della scelta
che abbiamo fatto sul pacchetto sicurezza, non concedendo ai
sindaci le prerogative dei prefetti: per farsi campagna elettorale
o garantirsi una maggioranza, un amministratore locale arriva a
violare diritti civili e costituzionali». Ferrero ne ha anche per
il presidente della Regione Giancarlo Galan: «Che qualcuno poi
consideri queste scelte come dettate dal buon senso, la dice lunga
sull'idea di democrazia e libertà che ha la destra di questo
Paese».
L'effetto domino. La replica di Bitonci
all'esponente del Governo non si fa attendere. Ed è un elenco:
quello di oltre 20 comuni (elencati nella tabella a fianco),
lombardi oltre che veneti, pronti ad adottare lo stesso
provvedimento; in fondo alla lista, va aggiunto pure il Consorzio
della polizia bergamasca. «Questi comuni - sottolinea soddisfatto
Bitonci, finito alla ribalta della cronaca nazionale, in tv, sulla
carta stampata e sul web - mi hanno contattato per avere il testo
dell'ordinanza ed adottarla».
Le nuove regole. «Di fronte all'inconsistenza del
governo centrale - ribadisce Bitonci - bisogna partire dai sindaci,
dal territorio, per provare a cambiare le cose». Una sorta di
manifesto. Certo è che l'ordinanza miete consensi, supera i confini
dell'Alta Padovana, si espande nel Lombardo-Veneto. La residenza, a
questo punto non solo a Cittadella, sarà condizionata dal lavoro o
da una fonte di reddito lecito (pari, per una coppia, ad almeno 420
euro al mese, 14 al giorno a testa), a una abitazione dotata dei
requisiti igienico-sanitari e allo status di «non pericolosità
sociale». Esisterà un «rimpallo» degli indesiderati? In realtà, da
un'analisi attenta delle otto pagine dell'editto di Bitonci, emerge
come le regole esistano già: a Cittadella, però, la pretesa di
rispetto della legalità è particolarmente insistita. Come dire: un
conto è che la legge ci sia, un altro conto è farla applicare.
(18 novembre 2007)