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mercoledì 10.02.2010 ore 00.34
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Inchiesta della Procura per appropriazione indebita e truffa

Don Sante indagato

di Gianni Biasetto
Blitz della Guardia di finanza ieri pomeriggio in parrocchia a Monterosso e nel rustico di Lovertino dove don Sante Sguotti vive, dall’ottobre dello scorso anno, con la compagna Tamara Vecil e il figlioletto di poco più di 18 mesi. Gli uomini delle fiamme gialle, che erano accompagnati da una pattuglia della Polizia locale del comune di Abano, hanno bussato alla porta d’ingresso della canonica intorno alle 15.30. Un’ora e mezza più tardi erano invece nel piccolo paese dei Colli Berici. Hanno esibito un mandato di perquisizione firmato dal sostituto procuratore di Padova Silvia Scamurra che indaga l’ex parroco ipotizzando l’uso privato da parte sua di denaro pubblico e la truffa. L’indagine riguarderebbe la gestione dei contributi della Regione Veneto (20.000 euro) e della Fondazione Cassa di risparmio (33.000 euro) che la parrocchia San Bartolomeo di Monterosso ha ricevuto alcuni anni fa.

Fondi destinati al restauro degli altari della chiesa e alla realizzazione delle gradinate del campo sportivo parrocchiale. L’a zione giudiziaria sarebbe partita da un esposto anonimo arrivato in Procura a Padova un paio di mesi fa. Dalla canonica di Monterosso, dove ad accoglierli c’era il sacrestano che ha subito avvisato uno dei componenti il Consiglio pastorale, i finanzieri hanno prelevato quattro computer. A Lovertino, invece, hanno aspettato il ritorno dal lavoro del prete-camionista e hanno sequestrato il computer della «Chiesa cattolica dei peccatori», l’associazione fondata dall’ ex parroco ribelle nel mese di settembre dello scorso anno, quando è entrato in rotta di collisione con la Curia padovana che successivamente l’ha sospeso «a divinis». Perquisite anche la fatiscente sede dell’associazione, che si trova al civico 24 di via Castello, e due auto: la Wolvagen Passat del prete papà e l’u tilitaria che usa la sua compagna, Tamara Vecil: una Citroen Ax bianca.


Nella ridda di voci che si sono succedute durante le concitate fasi delle perquisizioni, ieri si ipotizzava anche una distrazione di fondi dalla parrocchia per usi personali di don Sante. Ad esempio l’ uso del telefono e delle attrezzature della comunità per l’a ttività della «Chiesa cattolica dei peccatori» nel periodo ottobre/dicembre 2007. Quando il sacerdote operava qualche pomeriggio con i suoi adepti a Monterosso e la notte andava a dormire a Lovertino. Particolare, questo, smentito sia dall’i ndagato che da don Giovanni Brusegan.

Quest’ultimo, che domenica conclude il suo mandato di amministratore parrocchiale di Monterosso lasciando le redini della parrocchia a don Danilo Zanella, ha tenuto a puntualizzare che con il definitivo abbandono della casa parrocchiale da parte dell’ex parroco e la transazione del 2 gennaio scorso, le pendenze con la Curia si erano risolte.
Che sul quarantaduenne ex parroco originario di Bagnoli si stesse abbattendo una bufera giudiziaria, tempesta che ieri sera l’ha portato a riapparire su quasi tutte le televisioni nazionali alla stessa stregua di quando aveva dichiarato di essere innamorato di una donna e padre di un bimbo, in paese qualcuno lo ipotizzava. Una decina di giorni fa, infatti, 7/8 parrocchiani erano stati sentiti come «persone informate dei fatti» dalla Polizia locale aponense. Gli interrogatori dei fedeli più vicini alla parrocchia avrebbero riguardato proprio l’acquisizione di particolari inerenti i lavori di sistemazione degli altari della chiesa, compreso quello maggiore che fu anche oggetto di diatribe e azioni legali da parte della parrocchia nei confronti della ditta esecutrice, che l’aveva ricollocato spostato di alcuni centimetri rispetto al centro del presbiterio.

«Ci sono 4/5 persone che mi vogliono male - ha detto l’ex parroco appena conclusa la perquisizione - Mi viene contestato di essermi appropriato del denaro destinato a quelle opere omettendo di pagare le fatture della ditta. Sono solo cattiverie, che del resto mi aspettavo dopo la cacciata dalla parrocchia. Il vice presidente della Fondazione Cassa di risparmio, Mario Bertolissi, in occasione dell’inaugurazione degli altari si è complimentato per come erano stati eseguiti i lavori di restauro. L’obiettivo degli autori dell’e sposto è distruggere la mia immagine e bloccare l’attività della mia associazione. Già il sequestro del computer che conteneva tutti gli indirizzi utili alle iniziative della “Chiesa cattolica dei peccatori” mi mette in seria difficoltà. A Monterosso in tanti mi hanno visto lavorare per la chiesa, sanno quanto mi sono adoperato negli anni in cui sono stati parroco. L’unica cosa che ora mi preoccupa sono le spese legali che dovrò affrontare».
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