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venerdì 27.11.2009 ore 21.49
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Criminalità / Inseguimento delle Volanti

Clandestini in fuga all'Arcella
schianto con due Volanti

Due tunisini scappano contromano alla polizia, che li insegue in via Buonarroti all’Arcella: tamponamento con una pattuglia, scontro frontale con un’altra. Inferno dopo l’inseguimento: feriti quattro poliziotti e gli immigrati. Nessuno è grave
Un inseguimento da film tra una Volante di polizia e l’auto di due immigrati si è concluso con uno speronamento a tre e un bilancio di sei feriti, quattro agenti e due tunisini. Lo schianto all’Arcella, in via Buonarroti: la prima Volante aveva affiancato un’auto sospetta, facendole segno di accostare. Per tutta risposta, la vettura si era data alla fuga. La seconda Volante ha cercato di bloccarla, imboccando la via in senso opposto. Di qui lo scontro frontale e il tamponamento. Il ministero dell’Interno ha già garantito il rimpiazzo delle due Volanti danneggiate, mentre Comune e Provincia si autotasseranno per l’acquisto di una terza auto.

Hanno puntato il muso della loro auto contro quella della polizia che gli arrivava di fronte. Chissà se hanno chiuso gli occhi al momento dello schianto Ahmed Mamri, 22 anni, tunisino, clandestino e Alì Kaldi, 21 anni, tunisino, clandestino, quando alle 14,40 di ieri, in via Buonarroti, hanno concluso deliberatamente la loro fuga (contromano) contro l’Alfa 159 con i colori d’istituto della questura. Chissà se Mamri e Kaldi hanno chiuso gli occhi sapendo che avrebbero potuto uccidersi e uccidere altre persone. Chissà. Se fosse accaduto, sarebbe stata una inutile carneficina. Perché Mamri e Kaldi sono due spacciatori conosciuti ma non avevano droga in tasca. Non avevano nulla da nascondere se non che non potevano essere a bordo di quell’auto essendo clandestini e senza patente. Per questo Mamri e Kaldi avrebbero potuto fermarsi. Invece hanno pigiato sull’acceleratore mettendo a repentaglio più vite deliberatamente. Per questo motivo il magistrato di turno Renza Cescon ha deciso di arrestarli con l’accusa di tentato omicidio. Ora sono piantonati in ospedale. A poche stanze di distanza da tre dei quattro agenti rimasti feriti nell’incidente.


Dentro l’Alfa 159, infatti, c’erano gli agenti Marco Marangon, 45 anni e Alessandro Berardi, 31 anni: la centrale li aveva mandati a supporto dei colleghi Francesco Rigodanzo, 22 anni e Marco Maragno 31 anni, che a bordo di una Fiat Marea da almeno otto minuti stavano inseguendo l’Alfa Romeo con in due tunisini a bordo. Mamri e Kaldi stavano scappando. La polizia li aveva intercettati in via Aspetti. Gli agenti avevano intimato al conducente di fermarsi. Ma lui, invece che accostare, ha dato gas. Per farlo non ha esitato a schiantarsi con l’Alfa 156 contro quella della polizia.

Perché Mamri e Kaldi erano inseguiti. Inseguiti da un’altra auto della questura, una Fiat Marea, che non è riuscita a fermarsi, schiantandosi a sua volta sul lato posteriore del veicolo in fuga. Poteva scapparci il morto ieri pomeriggio. Poteva scapparci il morto: una certezza più che una sensazione per tutti coloro che ieri pomeriggio sono arrivati in via Buonarroti attirati dal botto.

Agenti e tunisini sono stati portati via con più ambulanze. Poi sul tratto di via Buonarroti che porta in via Segantini è cominciato un via vai di poliziotti, vigili urbani (per i rilievi), vigili del fuoco (per rimuovere i mezzi). Mentre in pronto soccorso (dopo essere stato sul luogo dello schianto) è arrivato il questore Luigi Savina, e poco dopo il sindaco Flavio Zanonato e altre autorità cittadine che erano riunite in prefettura per il comitato di ordine e sicurezza pubblica. Tutti a portare solidarietà agli agenti, sincerarsi delle loro condizioni (uno e stato dimesso, due di loro sono in osservazione per trauma cranico e uno per traumi agli arti) e capire come possa accadere una cosa del genere.

Ahmed Mamri e Alì Kaldi sono due facce conosciute in città. Soprattutto per chi vive alla Stanga. I due dimorano fra via Confalonieri, via Curiel, via Tonzig, ospiti di connazionali. Mamri è a Padova dal 2003, clandestino e arrestato più volte per spaccio. Kaldi non è da meno: a Padova dal 2005 vanta anch’egli arresti per spaccio di stupefacenti. L’auto su cui erano a bordo risulta essere intestata ad una ragazza rumena di 28 anni, residente (con regolare contratto d’affitto) in via Confalonieri 15. Ma la giovane pare non viva più a Padova. Forse è ritornata in patria, chissà. L’unica cosa certa è che lei è intestataria di almeno tre auto che girano regolarmente in città. Una di queste era nelle disponibilità dei due tunisini. Ed è forse proprio perché non volevano farsi scoprire che sono fuggiti. Forse erano sicuri di farcela. Certamente erano determinati. A costo anche di uccidere.

Lotta alla criminalità e sicurezza: dite la vostra opinione. Se poi abitate all'Arcella, raccontateci se è vero che la vita negli ultimi tempi è cambiata e che dal punto di vista dell'ordine pubblico il quartiere è in una situazione particolare
(27 novembre 2008)
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