Blitz in via Confalonieri
All'alba 200 carabinieri nei covi
dei nuovi spacciatori di droga
Presi 12 clandestini, denunciate 2 donne. Posti i sigilli ad un appartamento abitato illegalmente
ORE 6,15. E’ l’alba. La città è avvolta da una
morbida coltre di nebbia. Il traffico ancora inesistente. Poche
anime in giro: solo quelle costrette a lavorare. Una colonna di
mezzi e uomini esce ordinatamente dal cancello del comando
provinciale di via Rismondo. Circa 200 militari fra «pezzi» di
Battaglione, investigatori in borghese, uomini della Compagnia di
Padova, o del Nucleo investigativo, personale delle stazioni della
cintura e unità cinofile. L’obiettivo è raggiunto in pochi minuti:
gli edifici al civico 15 A e B di via Confalonieri. Un tiro di
schioppo dalla caserma intitolata a Enea Codotto e Luigi Maronese.
Dentro la quale al termine del blitz ritorneranno per accompagnare
12 clandestini, rintracciati all’interno di alloggi abusivi e dopo
aver controllato 100 persone, 50 appartamenti (di cui uno posto
sotto sequestro).
ORE 6,30. La più grande operazione anti degrado
mai messa in campo dall’Arma in città prende forma sotto i due
palazzoni, da anni nel mirino delle forze dell’ordine. Mini squadre
di militari prendono in consegna ognuna un appartamento. Ce ne sono
quasi cinquanta da controllare. Alcuni sono disabitati. La maggior
parte sono occupati da persone per bene. Solo quattro-sei alloggi
sono quelli che creano problemi. Sono di proprietà o affittati a
magrebini irregolari che però non vivono più lì. Al loro posto ci
sono clandestini e pusher. Impossibile in alcuni casi chi ci viva
realmente. Le bollette di acqua, gas, luce hanno intestatari tutti
diversi. Un mistero? mica tanto. Un rompicapo, piuttosto, che
impedisce il sequestro o la confisca. La legge non dà certo una
mano alle forze dell’ordine.
ORE 6,45. I campanelli degli appartamenti sospetti
sembrano impazziti. I militari scampanellano, in alcuni casi
bussano alle porte finanche qualcuno non apre. Non c’è tempo per i
convenevoli. Vicino i garage i cani delle unità cinofile sembrano
impazzire. C’è odore di droga dappertutto. Droga che non c’è ma che
è il motore e la linfa del degrado del quartiere. Dentro un garage
un immigrato ha trovato rifugio fra coperte e scatoloni. A scovarlo
è uno dei cani che gli passeggia sulla pancia senza scorgerlo. Lui
si scopre il viso e viene aiutato ad alzarsi e ad uscire.
ORE 7. Più della metà degli occupanti ha già
aperto gli appartamenti. Alcuni nigeriani regolari approfittano per
uscire di casa per andare al lavoro in anticipo. Chi tiene
famiglia, prima di lasciare l’alloggio si rassicura che moglie e
figlio non vengano toccati. Non c’è tensione nell’aria, né timore
che qualcosa vada storto. La prova muscolare dell’Arma è tale che
nessuno si sognerebbe di alzare un dito. In fila indiana escono
sette magrebini infreddoliti. Pochi minuti prima stavano dormendo
all’interno 8 del civico 15/A. Un appartamento di proprietà di un
marocchino che l’ha acquistato grazie ad un mutuo alcuni anni fa.
Uno straniero divenuto irrintracciabile da un pezzo. Al punto che
la banca ha già avviato le pratiche per il pignoramento. Nel
frattempo i locali sono stati occupati da alcuni suoi connazionali.
Nessuno sa dove sia il proprietario. Tutti dicono di non pagare il
becco di un quattrino per dormire ammassati uno sull’altro. Sono
tutti conosciuti. Per reati di spaccio. Ma di droga nemmeno l’o
mbra. Solo l’odore che in giardino fa latrare i cani.
ORE 7,15. I sette magrebini salgono sul cellulare
blu notte. Inizia il countdown del blitz. Sotto gli edifici il
maggiore Ivan Petracca e il tenente Giuseppe Bonadonna che
coordinano l’operazione fanno il punto.
ORE 7,30. E’ l’ora dei garage che non sono ancora
stati aperti. I vigili del fuoco vengono chiamato per alzare i
basculanti. Sono quelli del civico 15/b i box auto più sospetti. In
uno la lamiera si piega come il burro. Dentro ci sono frigoriferi,
pezzi di cucine componibili, sedie rotte e alcuni materassi che
fanno intuire che una volta non c’erano solo scarti all’interno. In
un altro garage c’è più immondizia che in una discarica. Un altro è
vuoto. La puzza di stantio ammorba l’aria nonostante il
freddo.