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mercoledì 10.02.2010 ore 00.34
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Blitz in via Confalonieri

All'alba 200 carabinieri nei covi
dei nuovi spacciatori di droga

Presi 12 clandestini, denunciate 2 donne. Posti i sigilli ad un appartamento abitato illegalmente
ORE 6,15. E’ l’alba. La città è avvolta da una morbida coltre di nebbia. Il traffico ancora inesistente. Poche anime in giro: solo quelle costrette a lavorare. Una colonna di mezzi e uomini esce ordinatamente dal cancello del comando provinciale di via Rismondo. Circa 200 militari fra «pezzi» di Battaglione, investigatori in borghese, uomini della Compagnia di Padova, o del Nucleo investigativo, personale delle stazioni della cintura e unità cinofile. L’obiettivo è raggiunto in pochi minuti: gli edifici al civico 15 A e B di via Confalonieri. Un tiro di schioppo dalla caserma intitolata a Enea Codotto e Luigi Maronese. Dentro la quale al termine del blitz ritorneranno per accompagnare 12 clandestini, rintracciati all’interno di alloggi abusivi e dopo aver controllato 100 persone, 50 appartamenti (di cui uno posto sotto sequestro).

ORE 6,30. La più grande operazione anti degrado mai messa in campo dall’Arma in città prende forma sotto i due palazzoni, da anni nel mirino delle forze dell’ordine. Mini squadre di militari prendono in consegna ognuna un appartamento. Ce ne sono quasi cinquanta da controllare. Alcuni sono disabitati. La maggior parte sono occupati da persone per bene. Solo quattro-sei alloggi sono quelli che creano problemi. Sono di proprietà o affittati a magrebini irregolari che però non vivono più lì. Al loro posto ci sono clandestini e pusher. Impossibile in alcuni casi chi ci viva realmente. Le bollette di acqua, gas, luce hanno intestatari tutti diversi. Un mistero? mica tanto. Un rompicapo, piuttosto, che impedisce il sequestro o la confisca. La legge non dà certo una mano alle forze dell’ordine.

ORE 6,45. I campanelli degli appartamenti sospetti sembrano impazziti. I militari scampanellano, in alcuni casi bussano alle porte finanche qualcuno non apre. Non c’è tempo per i convenevoli. Vicino i garage i cani delle unità cinofile sembrano impazzire. C’è odore di droga dappertutto. Droga che non c’è ma che è il motore e la linfa del degrado del quartiere. Dentro un garage un immigrato ha trovato rifugio fra coperte e scatoloni. A scovarlo è uno dei cani che gli passeggia sulla pancia senza scorgerlo. Lui si scopre il viso e viene aiutato ad alzarsi e ad uscire.


ORE 7. Più della metà degli occupanti ha già aperto gli appartamenti. Alcuni nigeriani regolari approfittano per uscire di casa per andare al lavoro in anticipo. Chi tiene famiglia, prima di lasciare l’alloggio si rassicura che moglie e figlio non vengano toccati. Non c’è tensione nell’aria, né timore che qualcosa vada storto. La prova muscolare dell’Arma è tale che nessuno si sognerebbe di alzare un dito. In fila indiana escono sette magrebini infreddoliti. Pochi minuti prima stavano dormendo all’interno 8 del civico 15/A. Un appartamento di proprietà di un marocchino che l’ha acquistato grazie ad un mutuo alcuni anni fa. Uno straniero divenuto irrintracciabile da un pezzo. Al punto che la banca ha già avviato le pratiche per il pignoramento. Nel frattempo i locali sono stati occupati da alcuni suoi connazionali. Nessuno sa dove sia il proprietario. Tutti dicono di non pagare il becco di un quattrino per dormire ammassati uno sull’altro. Sono tutti conosciuti. Per reati di spaccio. Ma di droga nemmeno l’o mbra. Solo l’odore che in giardino fa latrare i cani.

ORE 7,15. I sette magrebini salgono sul cellulare blu notte. Inizia il countdown del blitz. Sotto gli edifici il maggiore Ivan Petracca e il tenente Giuseppe Bonadonna che coordinano l’operazione fanno il punto.

ORE 7,30. E’ l’ora dei garage che non sono ancora stati aperti. I vigili del fuoco vengono chiamato per alzare i basculanti. Sono quelli del civico 15/b i box auto più sospetti. In uno la lamiera si piega come il burro. Dentro ci sono frigoriferi, pezzi di cucine componibili, sedie rotte e alcuni materassi che fanno intuire che una volta non c’erano solo scarti all’interno. In un altro garage c’è più immondizia che in una discarica. Un altro è vuoto. La puzza di stantio ammorba l’aria nonostante il freddo.
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