"Baraccopoli, un tavolo con il prefetto"
L’assessore Daniela Ruffini: non bastano solo le ruspe
PADOVA. «Una situazione intollerabile: dobbiamo
affrontarla e risolverla in modo serio». L'assessore
all'immigrazione Daniela Ruffini lancia la sua proposta per
superare le "baraccopoli" che sono sorte lungo gli argini dei
fiumi, in città come a ridosso dei confini degli altri Comuni.
Ruffini sollecita un tavolo in prefettura, in modo da poter
coordinare un intervento d'emergenza con la Protezione civile. Così
da garantire una sistemazione degna, per quanto precaria, a chi
vive nei tuguri: «Sono persone che lavorano. Dobbiamo farcene
carico: altrimenti senza tutela sarebbero solo schiavi».
Una proposta che l'assessore di Rifondazione sottoporrà
direttamente al prefetto Paolo Padoin, e in cui coinvolgere anche
gli altri Comuni, i sindacati e le associazioni. «Evitiamo altre
tragedie dopo Bologna e Livorno». Una giornata difficile per
Daniela Ruffini: è rimasta colpita dalla tragedia di via
Triumvirato a Bologna dove ha perso la vita un bambino rumeno di 4
anni. E le immagini del reportage del mattino di ieri hanno
mostrato in città una situazione che presenta gli stessi rischi e
lo stesso degrado.
«Una realtà non tollerabile - sbotta - Quest'anno di croci per
persone, spesso bambini, morti per la loro povertà ne abbiamo viste
già troppe. Non possiamo correre il rischio di trovarci a Padova
con una situazione analoga». Perciò la città del Santo, già
«maestra» di scelte innovative in termini di immigrazione e
accoglienza, prova a segnare ancora la strada. Mentre tutti gli
altri Comuni, in primis la capitale con il sindaco Walter Veltroni,
decidono di intervenire «rimuovendo» le baraccopoli, Ruffini lancia
un'altra idea: «Un tavolo in prefettura con i Comuni, le parti
sociali e la Protezione civile - spiega - Quest'ultima ha le
strutture e le competenze per affrontare la situazione, almeno per
quest'inverno. E' inutile smantellare le baracche senza offrire
alcuna alternativa. Abbiamo già visto che si spostano». In pratica,
Padova potrebbe realizzare un accampamento d'emergenza, per
superare lo scoglio dalle temperature rigide. Un'idea che
l'assessore illustrerà concretamente al prossimo Consiglio
territoriale per l'immigrazione che si riunirà tra qualche giorno,
proprio in prefettura. «Mi rivolgo al prefetto perché rispetto
all'emergenza e alla sicurezza è lui il referente principale per
gli Enti locali - spiega Ruffini - Inoltre potrebbe essere un
pungolo per il governo: a Roma devono capire che i Comuni da soli
non possono farcela».
Smantellare sì, ma offrendo delle alternative. Altrimenti «non c'è
via d'uscita» secondo l'esponente del Prc. Ma superata la fase
d'emergenza come affrontare il problema? «Prima di tutto è
necessario fare un censimento serio di queste realtà. Senza
liquidare tutto pensando di mandarli via. Abbiamo già visto che si
spostano solo di pochi metri - risponde - E poi va pensato un piano
per l'accompagnamento all'uscita dalle baracche». Insomma persone
che vanno aiutate perché, come dimostra la storia di Ionel,
muratore che vive in un tugurio sull'argine del Brenta tra
Cadoneghe e Vigonza, «sono per la maggior parte lavoratori, non
delinquenti». «Chi lavora ha diritto a una tutela, altrimenti si
tratta solo di schiavitù» conclude l'assessore.
(20 novembre 2007)