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mercoledì 10.02.2010 ore 00.34
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«Fatture false? Forse ho sbagliato qualcosa»
Tutto in regola per la Fondazione Cariparo

L’ex parroco di Monterosso Sante Sguotti, oggi laico e padre di famiglia, autista assunto a tempo indeterminato dall’impresa di costruzioni edili «Tognetto» di Campiglia dei Berici, nel Vicentino, si difende dall’accusa di aver prodotto, in fase di rendiconto degli interventi di riqualificazione delle gradinate del campo sportivo e di restauro della chiesa di San Bartolomeo, fatture false (almeno cinque) al fine di ottenere l’erogazione di 53 mila euro di contributi, 20 mila assegnati dalla Regione Veneto e 33 mila dalla Fondazione Cariparo. L’indagine avviata dal magistrato Silvia Scamurra a seguito di un esposto giunto agli uffici della Polizia locale di Abano, mira a far luce proprio su questo giro di documenti che sarebbero poco chiari, che l’ormai ex sacerdote avrebbe esibito come «pezze giustificative» dei lavori fatti. L’iniziativa del magistrato ha portato nei giorni scorsi al sequestro da parte della Guardia di Finanza di alcuni computer portatili e di un pc usati dall’ex prete oltre a numerosi fascicoli contenenti documenti inerenti agli ultimi anni di attività di parroco nella piccola comunità ai confini tra Abano e Teolo. «Gli interventi che sono stati eseguiti alle strutture parrocchiali quand’ero a Monterosso sono sotto gli occhi di tutti - afferma Sguotti - Sul rendiconto potrei aver commesso qualche errore, ma in assoluta buona fede. Chi del resto non sbaglia nella vita? A volte in qualche imprecisione incappa anche chi il maneggio delle fatture lo fa di professione. In ogni caso, prima dell’erogazione del contributo la Fondazione Cariparo ha anche mandato un perito». Sulla regolarità nell’utilizzo dei fondi erogati per i lavori di restauro della chiesa di San Bartolomeo interviene con una nota proprio la Fondazione Cariparo. «Il contributo di 33 mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - riporta il comunicato - è stato deliberato nell’ambito del Bando di restauro beni artistici e religiosi 2002/2003. L’erogazione è avvenuta nel rigoroso rispetto dei regolamenti interni e di quanto previsto dalla convenzione stipulata con il soggetto beneficiario. La somma
in questione è stata erogata in seguito alla presentazione da parte della parrocchia dei seguenti documenti in originale: stato finale e certificato di regolare esecuzione delle opere e documentazione originale di spesa debitamente sottoscritti dal direttore dei lavori; certificato di regolare esecuzione delle opere di restauro rilasciato dalla competente Sovrintendenza. Il tutto corredato da documentazione fotografica del restauro effettuato».
(12 aprile 2008)
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