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«Colpevoli di avere figli disabili?»

I genitori: «Abbiamo denunciato l’accaduto in Procura». Questa è la lettera che Lilia Manganaro e il marito hanno inviato a tutti i condòmini, all’amministratore, al sindaco Zanonato, al vescovo Mattiazzo, al direttore dell’Usl Rao
La madre, Lilia Manganaro
La madre, Lilia Manganaro
Scriviamo per denunciare un fatto molto grave. Abbiamo trovato, sullo zerbino del nostro appartamento, un foglietto anonimo il cui contenuto ha profondamente ferito e offeso noi e i nostri figli. Non pensavamo che, nel 3° millennio nella Padova universitaria, ricca di tradizioni culturali, di solidarietà e volontariato, dopo quasi 30 anni di vita in questo condominio trascorsi mantenendo rapporti educati e civili con tutti, ci sarebbe capitato di leggere parole così violente, offensive nei confronti nostri e dei nostri figli disabili con autismo, privi di linguaggio.

L’intolleranza, il livore, la discriminazione di cui è intriso quello scritto ci fanno venire i brividi e devono fare riflettere. Noi genitori, impegnati per anni nella scuola come docenti, abbiamo trascorso la vita a insegnare la tolleranza e di rispetto delle diversità. In particolare la sottoscritta continua a battersi per l’ inclusione scolastica e sociale delle persone con disabilità.

Pur nella consapevolezza che una sola voce non fa coro e nella certezza che molti dei nostri coinquilini non si sentono rappresentati dalle parole incivili dello scritto pervenutoci, non vogliamo far cadere nel silenzio un episodio così grave e parliamo anche a nome di tutti quei genitori che subiscono senza fiatare, anzi sentendosi in qualche modo colpevoli.

Vogliamo ricordare che leggi italiane e internazionali, conquistate in questi 60 anni, grazie alle battaglie di associazioni come Anffas, di forze politiche e sindacali, di uomini e donne intelligenti e sensibili, assicurano diritto di cittadinanza anche alle persone con disabilità.

Vogliamo ricordare che: 1) la Costituzione all’art. 3 recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali»; 2) la Legge 104/92, rafforzata dalla legge n. 67/2006 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) tutela i diritti dei disabili in ogni ambito della vita. 3) La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, all’art. 1 recita: «Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e garantire il pieno godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità e promuovere il rispetto della loro intrinseca dignità. Per quanto sopra scritto, per noi che ci sentiamo feriti, per i nostri figli che non possono difendersi da soli (...) per tutti coloro che si trovano nelle nostre condizioni o che potrebbero trovarcisi in futuro, non potevamo far cadere nel nulla un episodio così grave: ci siamo già recati dai carabinieri e abbiamo inviato una denuncia alla Procura.

A questo punto vogliamo chiedere se dobbiamo sentirci colpevoli noi come genitori, se desideriamo che i nostri figli possano tornare a casa alla sera, dopo aver passato la giornata al Centro Giovani psicotici dell’Ulss 16 (...) o se si deve sentire colpevole l’a utore di quell’ignobile foglietto, che non ha avuto coraggio di esprimere civilmente i suoi disagi guardandoci negli occhi.
(17 ottobre 2008)
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