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Il caso scoppiato a Ca' Onorai di Cittadella

«Mi dispiace che i più anziani ci siano rimasti male ma resto convinto dell’eccessivo sfarzo della Chiesa»

Rientrato a Ca’ Onorai, don Matteo sta ricevendo valanghe di mail e di reazioni al suo intervento sul bollettino vicariale. E molte sono di sostegno
Cittadella. E’ tornato. Era in Africa, una missione in Mozambico. Continua a ricevere attestati di solidarietà. Certo, è stupito del clamore. Ma - allo stesso tempo - è felice della riflessione ad ampio respiro che il «caso» ha suscitato. Don Matteo Ragazzo ha fatto rientro nella sua comunità, a Ca’ Onorai. Venerdì i primi abbracci, ieri sera la messa prefestiva: nessun accenno a quello che è diventato un caso. La liturgia prevedeva il Vangelo del lebbroso: ha ricordato il viaggio in Africa, «lì i lebbrosi ci sono; da noi non esiste, ma - se ci pensiamo - tutti noi abbiamo dei «lebbrosi» vicino». Profilo sobrio, pensiero agli ultimi. Benedizione ai fedeli, il saluto, l’ascolto di qualche persona. Poi, un paio di battute.
 
Don Matteo è stimato, benvoluto, amato. Ha un carisma particolare. «Non pensavo di creare tutto questo clamore. E sono convinto che l’a rticolo abbia determinato un certo subbuglio, soprattutto tra le persone più anziane». E’ anche vero che, da una critica ai paramenti pontifici e a una certa inclinazione al passato, la discussione ha toccato la necessità di ritrovare lo spirito del Concilio Vaticano II: una Chiesa aperta, attenta agli ultimi. «Quello che ho scritto ha innescato una riflessione tra la gente». Che lo sostiene, apprezza il suo linguaggio fermo, a tratti duro, ma chiaro. «Molti mi hanno fermato, in questi giorni continuo a ricevere mail, lettere, tanti sms: mi fa piacere». Dovrà incontrarsi con i colleghi del vicariato, con i quali condivide lo spazio nel bollettino parrocchiale. «Tra una decina di giorni ci incontreremo per la congrega e avremo modo di parlarci». Don Matteo è lo specchio della semplicità, ci tiene a moderare i toni, cerca di normalizzare, di riportare in un contesto di serenità alla sua critica nei confronti del Papa: «In ogni bollettino parrocchiale io affronto tematiche di attualità: in questo modo cerco di far riflettere le persone».
(17 febbraio 2009)
 
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