Padova, aggredito dai cinesi l'inviato delle “Iene” al Centro Ingrosso

Luigi Pelazza e la troupe di Italia 1 circondati, presi a calci e salvati dai carabinieri per un servizio su «giocattoli risultati nocivi alla saluti dei bambini»

    di Stefano Volpe

    PADOVA. L’inviato della trasmissione tv Le Iene, Luigi Pelazza, è stato picchiato selvaggiamente durante la registrazione di un servizio. I fan del programma di Italia1 penseranno: avrà fatto i soliti reportage su droga e prostituzione dal Brasile o dalla Cambogia. E invece no, l’aggressione è avvenuta a Padova, in corso Stati Uniti, al Centro Ingrosso Cina.

    Il giornalista e la sua troupe (due autori che fungevano da operatori) hanno riportato ferite ed escoriazioni, dopo essere stati presi d’assalto da un gruppo di una ventina di cinesi, che s’è impossessato di una telecamera, mandandola in frantumi.

    L’antefatto. Circa un mese fa due attori de Le Iene avevano acquistato (ovviamente senza ricevere lo scontrino) al Centro Ingrosso Cina dieci giocattoli. Dopo averli fatti analizzare, in sette di questi sono state trovate tracce di italati, composti chimici che, secondo alcuni studi, risulterebbero nocivi alla fertilità dei bambini. Ecco perché Le Iene sono tornate in azione, nel padiglione al civico 45. «Sono entrato nel capannone dove avevamo preso i giocattoli», racconta Pelazza, «e ho chiesto perché non li ritiravano dal mercato. Dopo aver ricevuto alcune risposte garbate, ci siamo ritrovati circondati da una ventina di cinesi sbucati dal nulla».

    L’aggressione. Una vera e propria spedizione punitiva con i cinesi che, per prima cosa, hanno puntato alla telecamera, strappandola dalle mani dell’operatore e facendola cadere a terra. Mentre uno degli autori esce dal padiglione, alcuni orientali saltano sopra la telecamera per distruggerla completamente, prima che venga aggredito anche il giornalista. Un cinese strappa dal collo la collanina a Pelazza che inciampa, cade, e mentre è a terra viene circondato da sette ragazzi che iniziano a prenderlo a calci. Nella colluttazione cade anche l’operatore, prima che i due riescano ad uscire e chiamare i carabinieri. «Ce la siamo proprio vista brutta», ammette Pelazza. «Avevo paura che qualcuno sferrasse anche una coltellata. È stata impressionante la foga con cui venti persone si accanite contro noi tre. Ma soprattutto è incredibile come, appena cinque minuti dopo aver frantumato la telecamera, avevano già fatto sparire tutti i cocci. Attorno a noi c’era anche altra gente, cinesi e italiani, ma nessuno ha fatto nulla».

    I soccorsi. Arrivano due pattuglie dei carabinieri, che identificano e denunciano quattro aggressori, tre uomini e una donna, per violenza privata e percosse. I militari ritrovano anche i resti della telecamera e la riportano alla troupe, che sta cercando di recuperare le immagini dalle schede di memoria. Pelazza è già tornato a Milano: «Dispiace per gli 8mila euro di danni. Il collo mi fa male forse oggi vado al pronto soccorso».

    18 aprile 2013

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