Il nuovo Cda chiede 5,5 milioni di danni

La bufera su Bcc Euganea: il sindaco Battistella, accusato per il grave ammanco, assicura che la banca non rischia perdite

    di Nicola Cesaro

    OSPEDALETTO EUGANEO. Un’operazione e un buco già noti, oggetto anche di denunce alle autorità e di una maxi richiesta di risarcimento di oltre 5 milioni di euro. Fabio Zampierolo, presidente di Bcc Euganea, chiarisce la posizione dell’attuale Cda sull’inchiesta che interessa l’istituto euganeo: «L’indagine riguarda le attività della precedente amministrazione, in carica fino al maggio 2010, e prende le mosse proprio dalle denunce presentate, alla magistratura e alla Banca d’Italia, dall’attuale Cda». A seguito di tali denunce, l’assemblea dei soci del 26 maggio 2012, su proposta dello stesso Cda, ha votato un’azione di responsabilità contro i precedenti amministratori, con una richiesta di risarcimento danni quantificata in 5,5 milioni di euro. Continua Zampierolo: «Il contenuto delle stesse denunce è stato chiaramente e tempestivamente illustrato da questo Cda all’Organo di vigilanza e anche agli Ispettori di Banca d’Italia, attivi in Bcc Euganea dal 31 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013. La situazione è già stata gestita e superata».

    La Bcc Euganea, oltre a promuovere in sede civile un’azione di responsabilità, ha già provveduto a nominare un proprio legale con l'incarico di tutelare le proprie ragioni quale parte offesa dai reati nel procedimento penale avviato a seguito delle denunce. La comunicazione dell’attuale Cda è stata pubblicata ieri anche nell’homepage del sito internet dell’istituto.

    Il sindaco. «Avrò anche preso una “paca de mona”, ma non sono assolutamente un disonesto». Il giorno dopo la pubblica accusa, il sindaco Antonio Battistella si conferma fiducioso. Il primo cittadino è tra i quattro indagati dal pm Maria D’Arpa per un’infedeltà patrimoniale che avrebbe cagionato alla Bcc Euganea un danno di 2 milioni e 250 mila euro. L’allora componente del Cda della Bcc Euganea risulta iscritto nel registro degli indagati assieme a Francesco Veronese, ex presidente dell’istituto, e a Vittorio Borin e Maria Rosa Gastaldo, rispettivamente ex direttore generale e sua vice. I quattro, con diversi ruoli, sarebbero stati colpevoli di aver deliberato a favore della società Corte Vigato (di cui Battistella e Veronese erano soci tramite intestazioni fiduciarie) finanziamenti per 7,6 milioni di euro, che avrebbero poi cagionato un buco alla banca. La somma sarebbe servita per finanziare un piano immobiliare mai portato a termine.

    L’operazione. L’operazione immobiliare della società Corte Vigato avrebbe dovuto interessare un’area del volume di 9 mila metri cubi nel centro del paese, lungo la “Padana Inferiore”, a fianco della chiesa. Qui sarebbe dovuta sorgere anche una nuova piazza. «Si tratta» dice il sindaco «di un vecchio stabile abbandonato da trent’anni di proprietà degli eredi Vigato, di cui Veronese è parente: gli eredi avrebbero incaricato lo stesso presidente di trovare una soluzione immobiliare per l’area. Da professionista del settore, io mi ero messo a disposizione e ho percepito anche dei soldi, tutti fatturati». L’edificio da 3 mila metri cubi avrebbe dovuto ospitare uffici, appartamenti e pure la nuova sede direzionale della Bcc Euganea. Nell’area antistante sarebbe dovuta sorgere una nuova piazza, con tanto di parcheggi. «Poi la crisi edilizia, l’incompetenza di chi era stato messo a coordinare il progetto e il cambio di amministrazione della banca hanno fatto saltare il progetto» continua Battistella «La banca non rischia tuttavia alcuna perdita: innanzitutto perché la società Corte Vigato non è fallita, perché c’è un patrimonio di notevole valore su cui rivalersi e soprattutto perché ho già trovato una soluzione al problema. L’unico mio errore è stato quello di avventurarmi in un progetto troppo ambizioso». Secondo Battistella, inoltre, i finanziamenti concessi dalla Bcc Euganea non sarebbero stati di 7,6 milioni, ma di tre.

    La direttrice. Tra gli indagati c’è anche Maria Rosa Gastaldo, attuale direttrice della Bcc Euganea. In una nota il suo legale, l’avvocato Stefano Fratucello, chiarisce: «All’epoca dei fatti era solo vicedirettrice e si è limitata a ricevere l´iniziale richiesta di finanziamento da parte di una società immobiliare, i cui soci erano altre società fiduciarie di Vicenza, senza alcun apparente collegamento con Battistella o Veronese. L’operazione era all’epoca sufficientemente garantita e la Gastaldo ha richiesto tutti i documenti necessari per portare avanti la pratica. Tanto è vero ciò che la stessa Banca ha preso iniziative giudiziarie civili solo nei confronti del vecchio Cda e anche l’esposto che ha avviato l’indagine penale nulla imputava alla Gastaldo. La mia assistita si ritiene estranea a ogni ipotesi di reato». Ma non la pensa coì il pubblico ministero.

    La minoranza. Per ora la minoranza comunale di Ospedaletto Euganeo non esprime alcun commento ufficiale, anche se i quattro consiglieri d’opposizione s’incontreranno probabilmente già stasera per formalizzare la richiesta di un consiglio comunale straordinario per chiedere le dimissioni da sindaco di Antonio Battistella.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 marzo 2013
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