La comicità sul filo di Crozza il timido

L’imbarazzo sul palco dell’Ariston è stato il vero evento

    di Vera Slepoj

    Per una volta Sanremo ci regala una verità, per una volta non si è costruito un evento, confezionato uno scandalo, animate le emozioni: l'imbarazzo di Maurizio Crozza, la sua indecisione, lo sguardo smarrito e stupito, è lì l'evento, il velo alzato sulle parti più intime ed emotive del comico più amato d'Italia. Si diventa egocentrici piano piano, autoritari ed egocentrati senza nemmeno accorgersene e lo si scopre quando improvvisamente lo schema razionale e ben organizzato si interrompe, è così per tutti coloro che non sono abituati alla dialettica, al confronto. L'abitudine a vedere l'ossequio e il consenso fa sì che si dimentichi l'emozione di una contestazione o di una critica, Maurizio Crozza è lì a vivere in un minuto l'imprevisto e la disabitudine di non piacere a tutti i costi. Crozza aveva già dato un segnale in questo senso a Ballarò: interrotto o contestato non seppe reggere all'emozione che genera disorganizzazione, alla perdita della concentrazione; interrotto da Casini, il comico decise di non continuare la performance e cambiò il personaggio che stava interpretando, così come martedì al teatro Ariston stava per abbandonare il palco. Entrare nel merito della lunga performance su Berlusconi formidable forse non è utile perché è un déjà vu; Crozza aveva a disposizione altri personaggi e altre modalità ma, probabilmente, il comico ed i suoi autori si trovano inavvertitamente dentro una sorta di rigidità psicologica e culturale e tutto ciò avviene quando ci si innamora di un'idea, di un paradigma e, soprattutto, quando si ritiene di dover essere educatori forzati del proprio pubblico. Comico si nasce o si diventa? Forse dovremmo chiederlo a Crozza, a Neri Marcorè, alla Littizzetto, ma si può tentare una timida interpretazione non tanto insistendo su questi personaggi ma tentando una riflessione più in generale: il comico costruisce la propria abilità talvolta per far ridere gli altri, qualche volta per far ridere sé stesso. La comicità è un’abilità descrittiva o di contenuto, c’è il comico abile nel travestimento, un altro nell’ironia di un comportamento, sicuramente un comico deve essere capace di un atto estremo su sé stesso e su chi lo guarda, ma in ogni caso è un lungo viaggio verso la rinuncia di essere un Sé intero, disidentità cercata o quasi mai avuta. Il comico spesso non è una figura leggera, né in pubblico né tanto meno nella vita privata; ricordiamoci di Tognazzi, di Sordi, di Walter Chiari, un comico può essere tutt'al più in armonia con un ruolo che è quello di guardare il risultato delle proprie abilità sul proprio pubblico e sui personaggi che interpreta. La comicità è molto diversa dalla spensieratezza o dall’allegria, si basa in realtà sull'alterazione della parola, sul raggiro dei significati, su un’alchimia perfetta nel combinare le frasi o su aspetti estremi, come ad esempio nell’esilarante e straordinaria imitazione che Crozza fa di Ingroia: per ogni personaggio c’è la sua abilità nel trasfigurarlo, indipendentemente dai contenuti, che possono non essere suoi. Berlusconi formidable ricorda il Briatore di Panariello, figura lenta di novità e pertanto inutile perché priva di leggerezza. Il pubblico di Sanremo, anzi il pubblico in genere, si era abituato ad uno schema, ridere e ascoltare le canzoni dei propri beniamini; anche Crozza e i suoi autori si sono mostrati imprigionati dal loro stesso schema e per il nostro timido Crozza questo è stato il suo momento di verità, che si porta dietro un insegnamento: quello di non innamorarsi di ciò che è il risultato di una finzione.

    16 febbraio 2013
    Casa di Vita

    10 ricette vegane super saporite

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.

     PUBBLICITÀ