Dopo la presa di posizione del parroco contro i troppi soldi spesi per il benessere di cani e gatti, la risposta degli animalisti radicali con un cartello davanti alla chiesa
CAMPOSAMPIERO. Non potevano mancare i «100% animalisti» nella guerra dei cartelloni davanti alla chiesa di Rustega, dove il parroco don Marco aveva fatto appendere qualche giorno fa un cartello con la scritta «Non cani ma opere di bene» per protestare contro le troppe spese dei suoi «parrocchiani» per cani e gatti e la poca solidarietà nei confronti degli uomini in difficoltà.
«Vogliamo ricordare a don Scattolon che la sua azienda è talmente ricca, che potrebbe alleviare le sofferenze di buona parte degli umani bisognosi. Ma evidentemente don Marco è preoccupato per il calo delle offerte nelle casse della parrocchia - sottolinea il gruppo di animalisti radicali - In secondo luogo, leggiamo nelle sue dichiarazioni una vera fobia nei confronti degli altri esseri viventi, tanto che reinterpreta perfino le Scritture in funzione anti–animali. Rivendichiamo il diritto di usare il nostro tempo, le nostre energie e i nostri soldi a favore di chi vogliamo noi. Chi invece usa i soldi degli altri, dovrebbe rendere conto di come li impiega».
Nella notte così è apparso un cartello di protesta degli animalisti che ha coperto quello appeso dal prelato.
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