Disperati i genitori che erano in Calabria per il matrimonio di una nipote: «Avevo paura, mi aveva promesso che l’avrebbe venduta entro fine mese»
CURTAROLO. Renzo Tiso non aveva approvato la scelta del figlio Riccardo di acquistare la Kawasaki e desiderava che la vendesse quanto prima. «Gli ho anche detto: te la compero io la Kawasaki, te li do io i soldi che hai speso, ma lascia stare» racconta Renzo Tiso con un groppo in gola «tu sei bravo a giocare a pallone ma la moto lasciala stare, non fare così». Quella moto, per papà Renzo, Riccardo non la doveva comperare. «Non la doveva portare a casa, lui non era portato per guidare una moto. Da ragazzo aveva avuto il motorino, ma era una cosa diversa» ricorda il papà. Il giovane non lo ha ascoltato e a inizio anno ha acquistato la moto dei suoi desideri. «Gli amici ce l’avevano, e lui si è lasciato coinvolgere» commenta amaramente il padre «però mi aveva assicurato che a fine agosto l’avrebbe messa in vendita».
Non ce n’è stato purtroppo il tempo, ora la Kawasaki è sotto sequestro. «Eravamo andati in Calabria per il matrimonio di una nipote, chi avrebbe immaginato che sarebbe capitata questa tragedia? Abbiamo saputo che Riccardo aveva avuto l’incidente lungo via Piovego ad Arsego quando eravamo già davanti alla chiesa e mancavano pochi minuti all’arrivo della sposa» dice ancora Renzo Tiso «è stato un colpo tremendo, un momento che doveva essere di festa si è tramutato in un dolore immenso. Abbiamo subito prenotato un volo per il rientro ma il primo disponibile era per domenica pomeriggio». Riccardo era il secondo di tre fratelli. La maggiore è Gloria, che si è sposata appena un mese fa, dopo c’è il fratello minore Federico.
Riccardo lavorava con il papà nell’azienda di famiglia, che opera nel settore delle lamiere. Ieri pomeriggio la famiglia Tiso è atterrata a Venezia con un volo proveniente da Lamezia Terme. E si è recata immediatamente all’ospedale di Camposampiero, dove sabato sera era stata trasportata la salma di Riccardo. «È stata una cosa straziante» dichiara il cugino del giovane, Filippo Tosato «stentiamo a renderci conto di quello che è accaduto». Vicino al loro caro, papà Renzo e mamma Fabiola, i fratelli Gloria e Federico hanno pianto tutte le loro lacrime. Solo un paio di giorni prima avevano salutato Riccardo, che non era voluto andare in Calabria per impegni sportivi: era rimasto a casa per non perdere i primi allenamenti della nuova squadra calcistica, la Virtus Villafranca. In quelle poche ore di lontananza è accaduto il drammatico incidente che ha strappato alla vita e agli affetti il ventiquattrenne di Curtarolo facendo piombare nella disperazione i suoi famigliari, la fidanzata Ilaria e i tanti amici.
Secondo una prima ricostruzione a far perdere a Riccardo il controllo della Kawasaki sarebbe stato l’urto dello specchietto della moto contro lo specchietto della Citröen C4 guidata dal ventenne rumeno, che aveva al fianco la fidanzata. Alcuni residenti, accorsi per primi in via Piovego hanno sentito dire al giovane automobilista che la moto lo aveva sorpassato all’improvviso toccandogli lo specchietto. «Ho sentito un botto sullo specchietto e ho visto la moto volare» avrebbe detto il ventenne. Ma saranno le indagini, condotte dai carabinieri di Campodarsego a chiarire l’esatta dinamica. Sotto choc anche l’unico testimone: un giovane italiano che precedeva la Citroen e ha descritto ai militari ciò che ha visto dallo specchietto retrovisore. Fatalità ha voluto che uno dei primi a sapere dell’accaduto è stato il padre Renzo. Qualcuno, rinvenuto il cellulare di Riccardo e nell’intento di avvisare i parenti, ha trovato nella rubrica quello del papà. E lo ha avvisato.
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