Si tuffa nel buio della notte e salva gli amici alla deriva

Il carabiniere di Vigonza era con loro in barca: il maltempo l’ha disalberata A nuoto, ha lottato contro il mare per ore e una volta a riva ha dato l’allarme

    di Paolo Baron

    VIGONZA. Ha nuotato per un’ora e mezza fra le onde alte un metro e la bora che si infilava nel suo giubbotto di salvataggio impedendogli di raggiungere la costa. Ha nuotato un’ora e mezza immerso nel buio con in testa un solo pensiero: farcela. Per sé. E per i suoi due amici lasciati in barca alla deriva. Ha nuotato un’ora e mezza stringendo i denti, finché non è riuscito a raggiungere la riva, dare l’allarme e portare in salvo anche gli amici. Se lo merita tutto l’appellativo di eroe Matej Peric, 27 anni, originario di Duino Aurisina in provincia di Trieste, carabiniere da cinque anni in servizio nella caserma di Pionca di Vigonza diretta dal luogotenente Massimo Andreozzi. Peric, giovedì pomeriggio era uscito per un giro sotto costa in compagnia di due amici (un ragazzo e una ragazza), quando il trio è stato sorpreso dal maltempo: la bora ha disalberato la barca (una quattro metri e settanta, da gara) che ha cominciato ad andare alla deriva. Prima, lui e l’altro ragazzo hanno tentato di trascinare a nuoto la barca verso riva (che distava circa 500 metri). Poi, quando hanno capito che non ce l’avrebbero mai fatta, sono risaliti a bordo. In quel momento Matej ha preso la decisone. Ha indossato il giubbotto di salvataggio e si è buttato in acqua sicuro di dovercela fare. Anche perché nessuno dei tre aveva portato con sé il telefono cellulare (il tipo di scafo che imbarca acqua ma non affonda, infatti, sconsiglia di portare a bordo oggetti che si rovinano). Con caparbietà, perizia e una buona dose di fortuna, il carabiniere (era fuori servizio, riprenderà domani) è riuscito a raggiungere prima una boa luminosa. E poi la baia di Sistiana da dove sono partiti i soccorsi. Verso le 4 di notte personale della capitaneria di porto di Trieste (in acqua c’erano anche gli equipaggio della Guardia Costiera di Monfalcone) ha intercettato la barca alla deriva e ha recuperato i due ragazzi recuperati. «Ho reagito con tutte le forze che avevo» racconta Matej Peric, consapevole della prova a cui si è sottoposto «perché, tutto sommato mi sentivo responsabile. Ero io che avevo proposto il giro in barca. Purtroppo il tempo è cambiato all’improvviso, sorprendendoci». Raccontando l’accaduto il carabiniere torna con la mette a quell’interminabile ora e mezza in acqua, da solo e al buio. «Ciò che mi angosciava era il fatto che io non sapevo dove erano finiti i miei amici e loro non sapevano se ce l’avrei fatta o meno. Giuro che è stata durissima. Il giubbotto mi permetteva di riposare ma mi ha tagliato tutte le ascelle. Continuavo a cambiare gli stili di nuovo: temevo i crampi. Ma soprattutto non riuscivo a capire se mi avvicinavo o mi allontanavo dalla costa. Poi sono arrivato vicino a una boa luminosa. Mi ci sono aggrappato. E da lì sono arrivato puntando dritto alla baia di Sistiana». «Appena arrivato a riva mi sono arrampicato sugli scogli e sono andato da un amico che sapevo avere la barca ormeggiata in porto. Ho chiamato la capitaneria spiegando la situazione, poi siamo ripartiti in cerca dei miei amici. Finché la capitaneria mi ha detto di tornare per fornire indicazioni più precise. Alle quattro di notte l’incubo è finito. Lasciatemi ringraziare tutti gli operatori della Guardia Costiera che hanno agito con una professionalità, una gentilezza e una umanità da sentirsi orgogliosi di queste persone».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 agosto 2012
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