La conferenza stampa dell’altoatesino squalificato per doping: «È vero ho incontrato il medico in un parcheggio a Verona Nord, ma solo per avere tabelle di allenamento»
PADOVA. «Ho contattato il dottor Ferrari nel 2009 per avere da lui consigli tecnici, nient’altro. I test antidoping dell’epoca lo dimostrano perchè i valori non mentono. Dal 2011, quando sono apparse le notizie sul ciclismo, non l’ho più sentito». Lo ha detto Alex Schwazer in conferenza stampa a Bolzano.
«Ho incontrato il dottor Ferrari 5-6 volte per parlare con lui di tabelle di allenamento. Così anche il 1 maggio 2010 quando lo incontrai nel parcheggio del casello di Verona Nord dopo una gara a Sesto San Giovanni», ha detto Schwazer. «Stavo tornando a casa e dieci giorni dopo avevo la coppa del mondo in Messico, perciò era importante parlare con lui degli allenamenti, nient’altro», ha ribadito il marciatore.
Epo comprato da solo in Turchia. Sono andato in Turchia per comperare l’Epo. Ho fatto tutto da solo, sono partito con 1.500 euro e ho acquistato il prodotto in una farmacia». Così Alex Schwazer ha spiegato come si è procurato la sostanza dopante. «È stata la prima e unica volta che ho acquistato un farmaco di questo tipo - ha aggiunto l’ex campione olimpico -, perchè sono sempre stato pulito».
Non amo lo sport, voglio una vita normale. «Carolina ama il suo sport, pattina perché le piace, io faccio marcia perché sono bravo, ma non ho piacere ad allenarmi 35 ore a settimana facendo sempre la stessa cosa, a volte la sera ero distrutto e a pensare che l’indomani al mattino dovevo di nuovo faticare mi veniva la nausea. La differenza tra di noi è questa». Così Alex Schwazer nella conferenza stampa di Bolzano, parlando di Carolina Kostner, pattinatrice azzurra e fidanzata dell’oro olimpico di Pechino. «Adesso sono molto dispiaciuto, ho buttato via anni dove mi sono allenato. Ma sono contento che è finito tutto, perché forse ora riesco a fare vita normale».
Potevo saltare il controllo: non l’ho fatto. «In Turchia sono andato a settembre, dopo essermi documentato su internet. Lì senza ricetta; ma con soldi in contanti non fanno storie. Avevo 1.500 euro con me e ho comprato subito l’Epo. Non sono fatto per imbrogliare: bastava che dicevo a mia mamma di non aprire il 30 e l’avrei fatta franca. Non sarei andato comunque alle Olimpiadi: non trovavo la forza per correre. Tutta questa storia mi stava distruggendo. Carolina l’ho informata per prima della positività, dopo aver ricevuto la chiamata da Londra. Lei è stata la prima, poi mia mamma e la mia famiglia».
A Pechino ho vinto pulito. «A Pechino ho vinto con una emoglobina di 12,9. Nel 2010 i controlli dicono che non ho fatto doping, perchè non è possibile avere questi valori con il doping». «Spero, come avevo già detto prima - ha aggiunto Schwazer - che tutti i miei controlli vengano pubblicati e che poi ogni medico che ne capisce e che ha voglia di dire la verità, dirà che non può esserci nessuna traccia di doping. Io so come sono andate le cose e tanti concorrenti dubiteranno».
Chiedo scusa ai Carabinieri. «Chiedo scusa all’Arma dei Carabinieri. Domani consegnerò la pistola e il tesserino». Lo ha detto Alex Schwazer in conferenza stampa. «Voglio dire che se non ci fosse stata l’Arma - ha aggiunto - non avrei potuto fare questo sport a livello nazionale. Se non ci fossero loro, in Italia il professionismo negli sport minori non esisterebbe»
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