La Breda inagibile non apre a settembre Nuova materna, ok

La scuola potrebbe essere realizzata dietro l’ippodromo di Ponte di Brenta. Altre soluzioni al vaglio del Comune

    Una nuova scuola materna dietro l'ippodromo di Ponte di Brenta. Potrebbe essere questa la soluzione ai problemi di inagibilità della Breda, chiusa a causa dei danni del terremoto dello scorso 29 maggio. L'ipotesi è al vaglio della Giunta che cerca soluzioni a lungo e breve periodo. Impensabile, infatti, riaprire a settembre e in questi giorni la Spes, che gestisce la struttura dal 2009, sta proponendo ai genitori soluzioni alternative. La situazione era apparsa critica già nei primi giorni dopo il terremoto e, come nel caso di palazzo Maldura, le ispezioni successive non hanno fatto che confermare la gravità del problema.

    Ma se per l'edificio di proprietà dell'ateneo si sono trovate soluzioni statiche che potrebbero permetterne la riapertura a settembre, altrettanto non si può dire per l'edificio a L che ospita la materna. Il problema, infatti, non sta tanto negli edifici più antichi risalenti al 1885 ma in quelli di più recente edificazione. Murature anni '70 dalla dubbia solidità, tanto che il presidente della Spes Dino Scantamburlo aveva parlato di «quadro di debolezza generale». Il Comune deve fare i conti con questa situazione e pensare a soluzioni per i 108 bambini che frequentano la struttura. «Stiamo incontrando i genitori» spiega l'assessore alle politiche scolastiche Claudio Piron, «per sottoporre loro diverse proposte. Una parte di edificio continuerà ad essere usata mentre per la scuola materna stiamo lavorando a soluzioni alternative. Saremo in grado di renderle note in pochi giorni, appena terminato il giro di consultazioni con i genitori».

    La soluzione-tampone punta a risolvere il problema entro settembre, quando i bambini dovranno tornare alle materne. Ma in giunta si parla già di prospettive di lungo periodo. Tra gli argomenti di giunta – i temi, cioè, sui quali la squadra degli assessori dibatte ma senza arrivare necessariamente a prendere decisioni o approvare delibere – figura anche l'individuazione di un terreno adatto alla nuova materna di Ponte di Brenta. Tra le aree in esame c'è una zona dietro l'ippodromo ma la discussione è ancora alle fasi preliminari e dopo l'indicazione della giunta tocca agli uffici tecnici di Palazzo Moroni lavorare per mettere a punto un piano più dettagliato. Qualche idea su come potrebbe essere la nuova struttura, però, c'è già. Ad esempio si potrebbe seguire l'esempio della nuovo complesso scolastico di via Buzzaccarini e realizzare la scuola in legno. La stima dei costi si assesta sul milione e 600mila euro e la Fondazione Cassa di Rispamio dovrebbe essere coinvolta nell'operazione con un contributo economico.

    Incerto invece il futuro della struttura di piazza Barbato. Come gli altri beni della Fondazione Breda, non è di proprietà né del Comune né della Spes. Ora tutti gli immobili sono in mano ad un commissario liquidatore incaricato dalla Regione: sarà lui, una volta che i bambini avranno definitivamente lasciato le aule dell'istituto, a decidere il futuro di un edificio che porta le ferite del terremoto. (v.v.)

    01 agosto 2012
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