Lo dicono gli indicatori economico-finanziari allegati al bilancio del Comune di Padova. Il gettito stimato per il 2012 è di 108 milioni di euro
Il bilancio in tempo di crisi fa conto sulle tasse. È quanto rivela l’analisi dettagliata del bilancio di previsione 2012 pubblicata da Palazzo Moroni. I tributi rappresentano quasi il 70% delle entrate correnti, con un incremento del 51% rispetto allo scorso anno. Effetto dell’entrata in vigore dell’Imu, decisa dal governo Monti. Specularmente diminuisce di molto la percentuale di copertura del bilancio da contributi statali: poco più del 12%. Un bilancio totale di 474 milioni di euro per Palazzo Moroni: 270 milioni dei quali per le spese correnti, il restante per gli investimenti.
Le entrate. Pressione fiscale «alle stelle» con l’arrivo dell’Imu. Lo dicono gli indici economico-finanziari allegati al bilancio. Nel 2008 la pressione tributaria su ogni padovano era di 458,76 euro l’anno. Nel 2012 la previsione è di 883,10 euro. L’incidenza dei trasferimenti statali e regionali per abitante è passata in cinque anni da 296,08 a 126,52 euro. Solo la Regione ha fatto venire meno rispetto allo scorso anno ben 5 milioni.
Un bel colpo per le casse di Palazzo Moroni, che ormai basano la loro sussistenza quasi esclusivamente sull’Imu. Il gettito stimato per il 2012 è di 108 milioni e 226 mila euro. L’addizionale comunale sull’Irpef porterà 25 milioni e 800 mila euro. La tassa di soggiorno vale 1,5 milioni, mentre altri 4 milioni arrivano dalle imposte sulla pubblicità. Infine la previsione di incrementare per il 2012 il recupero dall’evasione fiscale: la giunta ha previsto di ottenere un milione di euro.
Le entrate «extratributarie» pesano nel bilancio per quasi 48 milioni. Si tratta di tutti i proventi dei servizi pubblici: biglietti dei musei, servizi cimiteriali, diritti di segreteria e soprattutto multe. Anche se in questo caso Palazzo Moroni vede grigio: la previsione del 2011 era di 17 milioni di euro, quest’anno invece si pensa di incassare solo 9 milioni. Segno che 8 milioni vengono considerati «inesigibili», quindi ormai persi.
Le spese. Il capitolo più importante sono le spese per il personale: i 2 mila e passa dipendenti di Palazzo Moroni costano oltre 77 milioni di euro, in pratica 373 euro ad ogni padovano.
Prestazioni di servizio. C’è poi il «maxi-capitolo» delle aziende e dei professionisti utilizzati da Palazzo Moroni. In tutto vale 137 milioni. Ma è necessario entrare nel dettaglio. Le utenze (luce, riscaldamento, telefono, gas e acqua per i palazzo comunali) valgono quasi 14 milioni. Mentre 4,5 milioni si spendono per le manutenzioni di strade e giardini. I servizi alla persona nel sociale valgono oltre 14 milioni. Mentre il Comune spenderà 21 milioni nel 2012 per il trasporto pubblico. L’illuminazione pubblica vale 4 milioni e 200 mila euro; le mense scolastiche costano 6,5 milioni. La gestione del servizio rifiuti, effettuata da AcegasAps, costa 44,4 milioni.
Spese della politica. Il capitolo più «doloroso» è quello delle spese per indennità di carica e gettoni di presenza dei politici: pagheremo nel 2012 1,2 milioni di euro. In realtà si tratta dello 0,4% delle spese correnti. Ci sono però in bilancio anche 7,6 milioni di euro di spese di funzionamento della «macchina amministrativa»: spese postali, trasporti e facchinaggi, servizi di pulizia, sicurezza e vigilanza, tipografia, rilegatura, inserzioni e aggio esattoriale che ogni anno pesano sul bilancio.
I contributi. Ma quanto del denaro comunale se ne va in contributi? La risposta è, almeno per il 2012, quasi 15 milioni di euro. Di questi 5,8 milioni vanno a famiglie e persone in difficoltà attraverso i servizi sociali, mentre altri 6,3 milioni vengono assegnati alle diverse associazioni presenti in città per attività sociali, culturali, scolastiche e sportive.
Interessi passivi. Per il 2012 il Comune spenderà 5,5 milioni di euro di interessi passivi su mutui e prestiti.
Fondo di riserva. C’è poi un fondo per le emergenze: sarà di 2,5 milioni di euro. (c.mal.)
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