Buono pasto ridotto da 8,5 a 7 euro per i comunali di Padova

E' uno degli effetti della spending review voluta dal governo Monti. La cura dimagrante per i dipendenti di palazzo Moroni scatterà in ottobre: sarà anche vietato monetizzare le ferie e stop agli incarichi di consulenza agli ex dirigenti

    di Valentina Voi

    PADOVA. Addio al caffè nelle pause pranzo dei dipendenti comunali. A partire dal primo ottobre i loro buoni pasto passeranno da 8.5 a 7 euro per ticket. È uno dei primi effetti della spending review, diventata legge lo scorso 7 luglio. Ma tra le misure imposte dal governo Monti non c'è solo la decurtazione dei buoni pasto, che costringerà i dipendenti a scegliere tra il caffè o un pasto più “light”. Un altro aspetto importante è il divieto di monetizzare le ferie. A informare delle novità i dirigenti è il segretario generale Giuseppe Contino che ha invitato una circolare ai quadri dell'amministrazione per illustrare sia le novità emerse dalla spending review, (in fase di approvazione al Senato) sia gli effetti della cosiddetta Riforma del lavoro, che toccherà in misura minore l'apparato pubblico.

    Inizia così la “dieta” della pubblica amministrazione voluta dal governo Monti che consentirà di risparmiare 4.5 miliardi di euro nel 2012. Cosa cambia a Padova? Come in tutta Italia vengono decurtati i buoni pasto a partire dal primo ottobre. Una novità non certo gradita ai dipendenti pubblici, che dovranno fare i conti con altre misure altrettanto restrittive in materia di ferie. Vige infatti il divieto di monetarizzarle a fine rapporto di lavoro – pensione o dimissioni – costringendo così i dipendenti a consumare il proprio monte ferie per non perderlo.

    «È il caso di molti dirigenti» spiega Contino, «che non possono più trasformare le ore di ferie non godute».

    Tra le novità introdotte dalla spending review il divieto di conferire incarichi di studio o consulenza a dipendenti che sono andati in pensione e che abbiano svolto funzioni e attività simili a quelle dell'incarico in questione.

    «Nel nostro comune non abbiamo collaborazioni di questo tipo», spiega Contino, «ce n'era solo una ma è già cessata. Dal 7 luglio non è più possibile conferire questi incarichi ma noi non ne abbiamo più».

    Un altro aspetto toccato è la riforma del lavoro: tra le novità le limitazioni all'uso delle partite Iva per scoraggiare l'uso di consulenti che fanno un lavoro subordinato e una nuova regolamentazione per le assunzioni a tempo determinato. Ad esempio non è più necessario fornire una motivazione per i contratti con durata inferiore ad un anno ma, per contro, non possono più essere prorogati. Ma le novità generano confusione anche nelle stesse amministrazioni: a Padova si sta cercando di capire se le restrizioni imposte dalla riforma ai contratti Co.Co.Co siano applicate anche alle pubbliche amministrazioni.

    «Per quanto ci riguarda questa riforma non incide molto» conclude Contino, «anche se, per quanto riguarda i buoni pasto, avevamo dei contratti in essere con le aziende. Ora il rapporto va modificato sulla base delle indicazioni di legge».

    28 luglio 2012

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