Il papà: «Marco ha fatto quel che doveva fare»

Commozione a Ponte San Nicolò con tutti i parenti: «Al suo ritorno ci sarà una grande festa con prosecco per tutti»

    PONTE SAN NICOLO’. Un urlo, l’abbraccio fortissimo tra marito e moglie come otto anni fa, in occasione del primo, storico oro ai Giochi di Atene (nella prova individuale), e le lacrime anche stavolta hanno segnato il viso di mamma Antonella di fronte all'ennesima impresa del suo Marco. Così, a casa Galiazzo, in via Vivaldi 89, una stradina laterale di Rio di Ponte San Nicolò, si è vissuto il nuovo trionfo olimpico dell'arciere azzurro, che insieme a Mauro Nespoli e Michele Frangilli è salito sul gradino più alto del podio a Londra nella prova a squadre. «Bene, è andata bene», ha commentato Adriano Galiazzo dopo la vittoria del figlio, di cui è l'allenatore. «Marco ha fatto quello che doveva fare e che sa fare». Gli ultimi due ''8'' di Marco avevano ridato un po' di speranza agli Usa, ma «non mi hanno fatto tremare», sottolinea il papà dell'arciere, «sapevo che sarebbe finita bene».

    I genitori, insieme alla nonna Maria, che regalò il primo arco al nipote quand'era bambino, si sono poi isolati da tutti, salendo in auto e andando a festeggiare in una località segreta. Prima di congedarsi dai giornalisti, Adriano Galiazzo ha assicurato che, al ritorno del figlio dalle Olimpiadi (dove ora è atteso nel singolo), ci sarà festa grande in paese e ''sarà prosecco per tutti e per brindare tutti a Marco''. Un grande campione.

    28 luglio 2012

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