Niente “elemosine”, ai suoi disoccupati Loreggia offre lavoro

Il Comune sfrutta una serie di convenzioni regionali e ingaggia per le manutenzioni chi si rivolge ai servizi sociali. Ecco i loro racconti

    di Cristina Salvato

    LOREGGIA. Casse vuote e tanti cittadini bisognosi. Che fare? Li si mette al lavoro, a tinteggiare le scuole o a sfalciare l’erba nei fossi, a montare le strutture della sagra o a fare i parcheggiatori ai concerti. Questa l’iniziativa avviata ieri a Loreggia, un modo con cui il sindaco Fabio Bui ha pensato di conciliare problemi diversi: i lavori di manutenzione per cui non ci sono più soldi e gli aiuti a persone senza lavoro, che non sanno altrimenti come tirare avanti.

    I primi tre lavoratori ieri mattina avevano rulli e pennelli in mano e stavano tinteggiando le pareti della scuola media. «Abbiamo aderito alla proposta del consorzio di cooperative La rete Alta Padovana» spiega Bui, «per avvalerci della delibera regionale 1114 del 22 giugno, che rimborsa metà delle spese alle amministrazioni che utilizzano persone a carico dei servizi sociali per lavori di pubblica utilità». Bui ha dovuto fare di necessità virtù. «Solo ieri ho ricevuto sei curricula di persone che cercano lavoro» precisa, «e nel pomeriggio dovrò incontrare cinque persone che, so già, mi verranno a chiedere dei contributi. Io, sino a fine anno, ho solo 600 euro da spendere». C’è poi il fatto che, se uno si trova in difficoltà, è giusto che il Comune lo aiuti, ma deve anche rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Come i tre disoccupati, due africani e un italiano, che ieri mattina hanno iniziato a lavorare. Bamba Ahmadou Ngom è arrivato 13 anni fa dal Senegal: lavorava come operaio addetto al taglio laser. Ma con la crisi la ditta ha chiuso e lui s’è ritrovato senza lavoro, con moglie e quattro figli da mantenere. Adesso ha la possibilità di lavorare, anche per loro: due dei suoi ragazzi, infatti, frequenteranno a settembre proprio la scuola dipinta da papà. Arriva dal Senegal anche Becaye Thiaw, in Italia da 7 anni, moglie e figlio e un altro in arrivo tra due mesi. Operaio anche lui, la crisi si è portata via la sicurezza economica e la stabilità. Vicende personali hanno invece lasciato senza lavoro Dionisio Longo, un tempo imbianchino: ieri mattina, a dirigere i lavori erano alcuni suoi “ragazzi”, cui aveva insegnato anni fa a lavorare. Questa iniziativa potrà fargli fare una svolta. Un’opportunità, quella fornita dalla Regione, che però pochi hanno accolto. «L’abbiamo proposta a molti Comuni, ma ha aderito solo Loreggia e Vigonza ci sta pensando», precisa Armando Mattesco, del consorzio La rete; «e invece, se i Comuni mettessero insieme le risorse, si potrebbero assumere molte persone».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    27 luglio 2012

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