La proposta del presidente del consiglio regionale. Intanto la Lega presenta una proposta di legge: garantire gli ospedali di Belluno e Rovigo anche in caso di accorpamento
VENEZIA. Le Province andrebbero abolite in toto, nell’ottica della riduzione della spesa pubblica e della riforma delle istituzioni, mentre i tagli e gli accorpamenti «artificiali» decisi dal Governo rappresentano una scelta «affrettata e sconsiderata», che mortifica le identità del territorio, calpesta le specificità culturali e non garantisce alcun risparmio di risorse. È la premessa della lettera aperta al governatore Zaia di Clodovaldo Ruffato, dove il presidente del consiglio veneto chiede alla Regione «Una forte, autorevole e concertata presa di posizione, capace di coinvolgere l’intero sistema delle autonomie locali e dei suoi tavoli di coordinamento nazionali». Secondo l’esponente pidiellino, la via maestra è quella di affidare alle istituzioni regionali il compito di delineare il nuovo impianto amministrativo, coinvolgendo sia l’assemblea che l’esecutivo. Niente organismi ristretti, perciò: «Sarebbe del tutto inopportuno oggi convocare la Conferenza delle autonomie locali», il monito finale «perché l’iniziativa potrebbe essere interpretata, se non di avallo, almeno come una burocratica presa d’atto delle scelte del Governo».
Atteggiamento condiviso dal collega di partito Costantino Toniolo ( presidente della prima commissione) che invita giunta e consiglio ad «agire insieme contro il neo-centralismo di Monti». Prese di posizione che suonano come altolà alla volontà dell’assessore leghista Roberto Ciambetti (il presidente della fatidica Conferenza delle autonomie) di «mettere ordine» nei confini delle province. Anche il consigliere di Sinistra Pierangelo Pettenò si appella a Zaia, sollecitandolo a impugnare il decreto taglia-province davanti alla Corte costituzionale: «È un atto palesemente arbitrario e illegale», accusa la sua mozione.
C’è anche chi guarda oltre la querelle in corso e ragiona sulla futura mappa amministrativa. È il caso del progetto di legge della Lega presentato da Matteo Toscani e Cristiano Corazzari: prevede una variazione del Piano socio-sanitario tale da garantire il mantenimento a Belluno e a Rovigo di ospedali hub di riferimento provinciale qualora il controverso accorpamento voluto da Roma diventasse realtà.
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