CASALE DI SCODOSIA. «Una tragedia come questa è anche una sconfitta per la pubblica amministrazione»: Renato Modenese, sindaco di Casale di Scodosia, non si nasconde dietro alla parole. La...
CASALE DI SCODOSIA. «Una tragedia come questa è anche una sconfitta per la pubblica amministrazione»: Renato Modenese, sindaco di Casale di Scodosia, non si nasconde dietro alla parole. La situazione di Kora Galetto era nota agli uffici comunali da molto tempo: «La nostra assistente sociale seguiva da anni la famiglia Galetto e ora nello specifico Kora» spiega Modenese «Non a caso la giovane viveva nell’alloggio popolare di via Vermiglio, uno degli appartamenti realizzati più recentemente dalla nostra amministrazione, assieme a mamma e sorella».
La stessa famiglia aveva abitato precedentemente in un altro alloggio comunale. Nonostante difficoltà di vario genere, il Comune aveva “preso per mano” la situazione di Kora sin dall’infanzia: prima alle scuole elementari e medie, sostenendo il percorso di studi e le attività extracurriculari della studentessa, poi con dei progetti concreti di sostegno. Recentemente l’assistense sociale casalese aveva proposto a Kora di iscriveri al corso di qualificazione per baby sitter, partito peraltro proprio ieri in paese. L’iniziativa, chiamata “Progetto MaryPoppins”, pareva interessare a Kora. «Un percorso che avrebbe offerto nuove competenze alla ragazza e chissà, magari qualche prospettiva lavorativa e un’autonomia economica» continuano dal Comune «Kora, poi, in questi ultimi mesi aveva risposto molto positivamente alle nostre sollecitazioni, tanto che eravamo fiduciosi sulle sue sorti. Per questo dico che i primi ad essere allibiti e sconfortati dall’accaduto, assieme a familiari ed amici, siamo noi: quando i nostri progetti e la nostra buona volontà vengono vanificati da tragedie del genere, ci troviamo senza ombra di dubbio di fronte ad una scommessa persa e a una chiara sconfitta».
A Casale di Scodosia, tra l’altro, a gennaio era mancato un altro giovane, anche in questo caso vittima della dipendenza da droghe: T.A., vivaista di 24 anni trasferitosi da poco a Montagnana, aveva deciso di farla finita togliendosi la vita nella sua abitazione. Un episodio, questo, che è ritornato alla mente di molte persone e che ha fatto puntare il dito contro gli uffici sociali del Comune. «Le polemiche, in queste vicende, sono quasi naturali. Noi siamo sicuri di aver fatto veramente il possibile per aiutare Kora», chiude Modenese. Quanto toccato alla diciassettenne, d’altro canto, conferma un fenomeno che difficilmente un semplice comune può combattere: la facile accessibilità dei giovani al commercio di sostanze stupefacenti, anche nella Bassa Padovana. Solo l’altro ieri i carabinieri hanno fermato un ventunenne italiano a Cinto Euganeo con 40 grammi di hashish, mentre il 29 giugno altri 400 erano stati trovati a casa di un marocchino di 44 anni a Castelbaldo. La settimana prima i militari avevano smantellato il commercio di eroina di un ventunenne di Saletto, che contava almeno venti acquirenti coetanei. Ad aprile le manette erano toccate a un altro spacciatore di Santa Margherita d’Adige, un albanese di 23 anni, che vendeva eroina e hashish in centro.
Nicola Cesaro
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