Olesia Zorzi, la madre del giovane morto per un aneurisma a solo 19 anni, racconta la decisioni di donare gli organi: «Era sanissimo, ha potuto aiutare tante persone»
PADOVA. «Oggi sono un po’ più sollevata. So che in giro ci sono delle mamme contente, che vedono i figli riprendersi, stare meglio». Olesia Zorzi fruga nella disperazione, cercando quel piccolo appiglio di speranza per credere che il mondo non sia finito con la prematura scomparsa di suo figlio Giosuè, morto martedì in seguito a un aneurisma cerebrale. E ora sa che la sua tragedia, se non un senso, ha almeno un risvolto positivo: aver salvato altre vite. E a questo pensiero si aggrappa.
Nella notte tra martedì e mercoledì, gli organi e le cornee di Giosuè sono stati tutti espiantati e destinati ad altrettante persone: «I medici mi hanno detto che hanno potuto recuperare tutto: il mio ragazzo era sanissimo» racconta Olesia cogliendo lei per prima il senso beffardo del destino di suo figlio, un ragazzo sano, appunto, sportivo - giocava a pallavolo con il Valsugana - eppure questo non è stato sufficiente: un destino subdolo e ostile si annidava da sempre nel buio del suo cervello - aneurisma cerebrale congenito - per coglierlo vigliaccamente sabato sera mentre si trovava in parrocchia con gli amici al Sacro Cuore. E così, in un istante, Giosuè è stato strappato alla sua vita e ai suoi affetti, che ora lo piangono. Infine, quando martedì c’è stata la certezza che “Josh”, come lo chiamavano gli amici, aveva intrapreso la strada del non ritorno, i genitori hanno deciso di donare gli organi, facendo rivivere un po’ di lui assieme alla speranza di altri malati. «Questo è un piccolo conforto, mi aiuta, almeno un po’, a superare questo momento» prosegue mamma Olesia. Lo stesso vale per l’affetto dimostrato dagli amici del figlio, che lo hanno vegliato fino all’ultimo: «Non immagina di quale conforto mi sia stata la presenza di tutti quei ragazzi, i loro piccoli gesti mi hanno scaldato il cuore. Per quanto possibile in questo momento, è stata una soddisfazione».
Intanto non è ancora stata fissata la data del funerale: «Dobbiamo ancora decidere, compatibilmente con la disponibilità del parroco, che in questo momento si trova al campo scuola» conclude mamma Olesia «ma è questione di giorni: appena lo sapremo lo comunicheremo attraverso il sito del Valsugana Volley». Ma anche allora non sarà un addio, perché Josh adesso vive in altri figli.
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