Mancano gli aghi, caos al distretto di Cadoneghe

Decine di pazienti ieri mattina non hanno potuto effettuare i prelievi di sangue: un'ora di attesa poi tutti a casa imbufaliti

    CADONEGHE. Decine di utenti ieri mattina non hanno potuto effettuare i prelievi di sangue al distretto sanitario di via Gramsci a Cadoneghe. Dopo un’oretta di attesa, hanno saputo che i prelievi non potevano essere eseguiti, perchè mancavano gli aghi delle siringhe. I pazienti si sono guardati tra loro sbigottiti e non hanno potuto che adeguarsi e rassegnarsi a tornare stamattina, sperando di riuscire a sottoporsi al prelievo che non hanno effettuato ieri.

    «Come è possibile che in una struttura sanitaria manchino gli aghi?» si è chiesto qualcuno, paragonando il disservizio come a dei pompieri che escano a spegnere un incendio senza acqua nelle autobotti o poliziotti che entrino in servizio con le pistole prive di proiettili. In fondo, se stavano scarseggiando aghi, provette o siringhe, qualcuno doveva pur accorgersene il giorno prima e pensare ad approvvigionare di materiale il distretto di Cadoneghe. Purtroppo una cosa così semplice, da alcuni giorni non è stata facile da attuare, né a Cadoneghe né in altri distretti sanitari dislocati nel territorio. Come spiega la dottoressa Anna Basta, direttore del distretto, un cambio nella gestione del magazzino che rifornisce i presidi sanitari territoriali, ha causato un ritardo nelle consegne. Magazzino vuoto, distretti sguarniti. Non è che la cooperativa La Fenice, che nel distretto di Cadoneghe si occupa della gestione del punto prelievi, non abbia provveduto a tamponare quella che, di fatto, è stata una vera e propria emergenza. Anzi. Come racconta la responsabile, Marilena Maiorani, lei stessa con una collaboratrice ha fatto il giro dei distretti cercando di portare il materiale mancante, usando le scorte. Le quali però sono terminate prima dell’arrivo del nuovo carico dal magazzino generale ed hanno finito col mandare in sofferenza, ieri mattina, il distretto di Cadoneghe.

    Dopo pochi pazienti fortunati, i primissimi ad arrivare, già alle 7 e mezza non si poteva proseguire coi prelievi di sangue perché la scatola degli aghi era desolatamente vuota. Da qui la decisione di rimandare tutti a casa. Stamattina, assicura la cooperativa La Fenice, gli aghi e le provette saranno al loro posto e i pazienti potranno sottoporsi agli esami. 

    05 luglio 2012

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