Denunciato dai carabinieri dopo lunghe indagini un sessantacinquenne di Solesino Procurava a una rumena appartamenti, cellulari e clienti tramite annunci pubblicitari
SOLESINO. Raggiunta l’età della pensione, si era aperto una nuova carriera professionale. Un’attività evidentemente prolifica e piena di soddisfazioni, che però ora costerà parecchi grattacapi con la giustizia. V.V., 65 anni, residente a Solesino, è stato denunciato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Este con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’uomo è risultato essere la “mente” di un giro di prostituzione tra i più ampi della Bassa Padovana: il sessantacinquenne, per quasi un anno, ha fornito a una prostituta rumena appartamenti, telefoni cellulari e pubblicità in internet.
L’indagine che ha coinvolto V.V. è nata a fine dell’anno scorso, su segnalazione di alcuni cittadini che hanno portato all’attenzione dell’Arma i loschi legami che vedevano protagonisti il pensionato e una rumena di 40 anni le cui iniziali sono B.C., anch’essa poi denunciata. Dopo quasi mezzo anno di attività d’indagine, i militari atestini hanno potuto ricostruire l’operato illecito del solesinese: l’uomo, di fatto, prendeva in affitto appartamenti della Bassa Padovana e li subaffittava alla rumena. La donna usava dunque questi locali per prostituirsi. Il padovano, sempre stando al rapporto dell’Arma, avrebbe ceduto alla rumena appartamenti a Este, Monselice e anche a Merano (Bolzano). Il pensionato procurava alla mercenaria del sesso anche telefoni cellulari e sim card, con cui la donna si teneva in contatto con la clientela, e provvedeva a curare gli annunci pubblicitari sui siti “specializzati” come bakekaincontri.com. Ora le indagini proseguiranno per capire cosa il pensionato ottenesse in cambio dalla donna: quasi sicuramente qualche somma in denaro, forse una percentuale sulla vendita del proprio corpo, probabilmente qualche favore sessuale.
L’attività dei carabinieri di Este ritorna a intrecciare la questione della prostituzione con il territorio della Bassa Padovana, nonostante in molti credano ancora che il fenomeno sia legato solo a Padova e periferia. Già nel 2010 i militari avevano scoperto un’alcova in centro a Este, in vicolo Valessina, dove “lavoravano” quotidianamente prostitute cinesi: erano almeno novanta i clienti abituali della struttura. Un altro triste episodio legato al mondo della prostituzione è quello registrato a Monselice nel gennaio 2011, quando in via Valli venne trovata morta la brasiliana Iulsa Sousa Moreira, sgozzata da un cliente di Carceri. E se servisse un’altra conferma, basta cliccare sul sito bakekaincontri.com per scorrere il lungo elenco di donne “in vendita” nella Bassa: ieri, per esempio, gli annunci per Monselice erano ben sei.
Nicola Cesaro
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