Schianto di Rubano, erano in quattro nell’auto maledetta

Vicino a Nadir anche un amico minorenne: ferito nell’incidente, è fuggito. I genitori in serata l’hanno accompagnato in caserma alla Polstrada

    RUBANO C’era anche un quarto ragazzo seduto nella Volkswagen Polo guidata da Nadir Huseynov, 19 anni, azero, residente a Rubano, morto domenica mattina nello schianto vicino alla rotonda lungo la Sr11 a Rubano in cui ha perso la vita anche Alberto Meneghetti, 23 anni, di Mestrino, l’aiuto-chef della Casa del Pellegrino di Padova che a quell’ora stava raggiungendo il posto di lavoro dopo aver salutato la fidanzata con la quale aveva trascorso la notte.

    I dubbi degli agenti della polizia stradale, dunque, sono diventati realtà: nella Polo, che si è rovesciata dopo aver saltato il fosso, c’erano quattro giovani e non solo tre. Il quarto, appunto, è un minorenne (17 anni da compiere) padovano, residente in un Comune della cintura urbana che si trovava seduto davanti, sul sedile del passeggero, accanto a Nadir al momento dello schianto.

    Il giovane ieri mattina è stato accompagnato dai genitori dalla Polstrada quando hanno scoperto che il loro figlio, non solo si era allontanato sabato notte per andare al Tacu Tacu (l’afterhours di Mestrino), ma anche che era vittima e testimone dell’incidente in cui è rimasto ucciso un giovane di 23 anni ed è morto uno dei suoi amici (Nadir). Il ragazzo, che frequenta un istituto superiore di Padova, stando alle testimonianze degli amici che domenica pomeriggio sono andati a trovarlo, sabato sera avrebbe convinto i genitori a lasciarlo dormire in una tenda piantata nel giardino di casa.

    Poi nella notte Nadir Huseynov, Mirko Nigro 24 anni di Rubano e Leonardo Staka, albanese, 19 anni di Rubano (quest’ultimo è ancora ricoverato in Prognosi riservata per seri problemi ad una gamba), sarebbero passati a prenderlo per trasferirsi tutti insieme al Tacu Tacu. Poco prima delle 8 il quartetto di sarebbe messo in auto per rincasare e alla rotonda di Rubano la Volkswagen guidata da Nadir Huseynov ha centrato il Piaggio Liberty con in sella Alberto Menghetti, uccidendolo sul colpo. L’impatto ha fatto capovolegere l’auto verso sinistra, schiacciando il guidatore. Il minorenne, stando a quando ha raccontato ai genitori, a quel punto, sotto choc e con una vistosa ferita sul collo, sarebbe uscito da solo dall’abitacolo, per dirigersi a piedi verso casa.

    Durante il tragitto sarebbe stato soccorso da una signora che l’avrebbe accompagnato a casa. Ai genitori il minore avrebbe raccontato di essere stato vittima di un’aggressione. Solo una volta arrivato in Pronto soccorso (la ferita sul collo gli è stata medicata con alcuni punti di sutura), sarebbe saltata fuori la verità. I medici, infatti, avrebbero confidato ai genitori che quel tipo di lesione era incompatibile con un’aggressione. Messo sotto pressione, il giovane avrebbe raccontato tutta la verità: la serata trascorsa al Tacu Tacu, il rientro e lo schianto. A quel punto i genitori l’hanno accompagnato dalla polizia stradale. Dove il giovane avrebbe detto di non essersi accorto dello scooter se non nell’attimo esatto in cui è stato colpito con il muso della Polo.

    26 giugno 2012

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