Attività paralizzate, il sindaco Giuseppe Costa guida la protesta: "Sono veramente arrabbiato". Già si parla di “class action”
LIMENA. Comune, cittadini, commercianti e professionisti stanno prendendo carta e penna per scrivere lettere di fuoco a Enel, responsabile dell’interruzione di energia elettrica del primo giugno e di ieri, che ha paralizzato viabilità, col blocco del semaforo, e le attività. Senza computer funzionanti gli impiegati degli uffici sono stati mandati a casa e gli ordini non sono stati evasi, nei negozi non si battevano gli scontrini visto che il registratore di cassa è alimentato a corrente. Il supermercato si è attrezzato con i generatori per mantenere il freddo nei frigo e salvare gli alimenti, ma a costi alti.
«Sono veramente arrabbiato», tuona il sindaco limenese Giuseppe Costa, «perché sarà pur vero che Enel è una società privata, ma fornisce un servizio pubblico. Capisco la necessità di eseguire i lavori, ma potrebbe anche organizzare gli interventi di domenica, per non danneggiare famiglie e attività». Comune e cittadini scriveranno allora le loro rimostranze a Enel, qualcuno pronto a chiedere i danni: e non è detto che non si uniscano in una “class action”, un’azione legale congiunta. Ad invitare il sindaco a prendere una posizione era stato anche il consigliere di minoranza Marino Meggiolaro, che ha raccontato delle code interminabili del primo giugno, quando i pendolari invece del rosso e del verde al semaforo hanno trovato solo un giallo lampeggiante che rendeva difficoltose le immissioni sulla provinciale Valsugana dal ponte e dalla controstrada.
Ieri pomeriggio stessa scena, anche perché, riferisce il sindaco, i vigili non erano stati avvertiti. «Li ho mandati sul ponte dopo aver ricevuto due telefonate da cittadini inviperiti», ha detto Costa, «perché loro non ne sapevano nulla. Ripeto: Enel sarà anche una società, ma con quello che di fatto è un monopolio commette un sopruso nei nostri confronti». Costa aveva già protestato contro Enel, insieme ad altri due sindaci, in occasione del blackout che aveva paralizzato tra il 16 e 17 luglio di due anni fa Limena, Vigonza e Vigodarzere: fu impossibile per i primi cittadini parlare con tecnici o funzionari, venendo dirottati alla voce registrata del risponditore automatico. Alla fine ottennero numeri diretti da chiamare in caso di guasti.
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