Servizio navetta da via Anelli a via Ippodromo: «Fateci almeno pregare nel giardino della moschea»
I fedeli musulmani di Padova non sono mancati all'appuntamento ieri mattina in via dell'Ippodromo di fronte ai cancelli della nuova moschea. Erano più di 300. Tuttavia la diatriba tra le due anime della comunità continua e i lucchetti dell'ex autofficina Scanferla, ancora in fase di ristrutturazione, hanno impedito l'accesso anche all'area che circonda l'edificio. I fedeli si sono dovuti quindi accomodare nella stradina sterrata a pochi passi dal sottopasso autostradale.
Nonostante il numero di presenti e le condizioni non certo agevoli, la cerimonia si è svolta in tranquillità. Sono arrivati alla spicciolata anche grazie al servizio navetta svolto da alcune auto tra l'ormai ex moschea di via Anelli - dove molti si erano radunati ignari della sua chiusura - e lo spiazzo di Ponte di Brenta. Al loro arrivo hanno trovato un servizio organizzato: una decina di persone con tanto di pettorina gialla ha smistato il traffico indirizzandoli verso la strada sterrata. Per l'imam era stato predisposto un tendone, gli altri si sono arrangiati con ombrelli e copricapi.
«Molti sono stati invitati ad andare alle moschee di Pontevigodarzere e Cadoneghe», spiega Taoufik Boukadid, portavoce del Comitato provvisorio che ha organizzato la preghiera, «proprio per non creare problemi di ordine pubblico. Ma questa preghiera è la dimostrazione che abbiamo bisogno di un luogo di culto e invito l'associazione Rahma almeno ad aprire i cancelli per celebrare le cerimonie all'aperto».
Il Comitato provvisorio, del quale fa parte anche Youssef Hannou della Consulta stranieri del Comune, respinge le accuse di aver innescato episodi violenti, mosse dal presidente dell'associazione Rahma Malek Abderrahim e chiede conto dei bilanci della comunità dato che alcune famiglie hanno versato anche 14 mila euro per l'acquisto della nuova moschea.
Da parte sua Abderrahim si è impegnato a mostrare i bilanci nei prossimi giorni ma per ora i tentativi di far dialogare le parti sono falliti con rassegnazione del Comune che, dopo aver visto risolversi pacificamente la situazione in via Anelli, si è trovato nuovamente con richieste di spazi per la preghiera in vista del Ramadan di metà luglio. La speranza è che la situazione trovi al più presto uno sbocco pacifico.
«Anche l'Imam», spiega Boukadid, «ha invitato le parti al dialogo e nella sua preghiera ha invitato a combattere contro l'ipocrisia e la strumentalizzazione dei musulmani». La battaglia del Comitato provvisorio per poter entrare nella moschea non si placa: oggi pomeriggio ci sarà un nuovo presidio in via Anelli per manifestare contro i metodi «poco trasparenti e democratici» del direttivo attuale.
Gli organizzatori hanno puntato a una manifestazione il più possibile pacifica ma tra i fedeli si percepisce l'urgenza di trovare una soluzione.
Amadush Keradin, algerino, fa appello alla comunità padovana: «Ci troviamo a pregare sotto la pioggia a causa di tre persone, la Questura o il Comune dovrebbero intervenire».
Valentina Voi
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