Al Santo pronto il tunnel: fedeli protetti in caso di crolli

L’impalcatura di legno a protezione dei pellegrini del Santo è quasi pronta. Da stamattina sarà nuovamente possibile accedere alla cappella delle reliquie del Taumaturgo Antonio

    di Elvira Scigliano

    PADOVA. L’impalcatura di legno a protezione dei pellegrini del Santo è quasi pronta. Da stamattina sarà nuovamente possibile accedere alla cappella delle reliquie del Taumaturgo. I lavori si sono resi necessari dopo il crollo di una lunetta affrescata a causa del terremoto dei giorni scorsi.

    L’intervento della Basilica è stato tempestivo: la struttura è stata realizzata con ponteggi di cantiere durante le ultime notti (eccezione domenica per rispettare il riposo). Una volta ultimata correrà dietro l’altare maggiore per quasi 60 metri. Le tavole creano una sorta di tettoia dove ogni protezione è alta 6 metri e larga 4 metri per garantire un percorso in totale sicurezza dalla tomba del Santo alla cappella delle reliquie. L’obiettivo primario è dunque proteggere l’incolumità dei pellegrini dal distaccamento di frammenti di intonaco.

    Soprattutto in questo momento visto che nel mese di giugno i fedeli arrivano a frotte raggiungendo ogni anno cifre record di 3, 4 milioni di persone e l’impennata è intorno al 13 giugno. La volta del transetto, in cui si sono verificati i cedimenti, si trova nella navata di sinistra, proprio vicino alla cappella delle reliquie del Santo, che per questo è chiusa al pubblico da una settimana. È necessario precisare che si tratta «per lo più di un intervento precauzionale», ha sottolineato numerose volte padre Enzo Poiana, rettore della Basilica. Una precisazione davvero necessaria a rasserenare gli animi e a scongiurare il pericolo di pellegrinaggi annullati solo per cattiva informazione.

    Le celebrazioni Antoniane, già iniziate, non hanno subito nessuna variazione e «non ne subiranno» tranquillizza padre Poiana. Il calendario delle messe è recuperabile dal sito della chiesa, compresa l’attesissima processione che come ogni anno esibisce i resti conservati del Santo. Le impalcature infine serviranno più avanti per il restauro del soffitto. I leggeri cedimenti avvenuti dopo le scosse di terremoto sono infatti attribuibili, più che al movimento della terra, ad un cedimento preesistente nelle cupole per infiltrazioni e umidità. Dopo la festa del Santo sarà fatta una verifica e quantificato il danno. Nel frattempo il fiume di pellegrini che ogni giorno entra in Basilica e alza lo sguardo agli affreschi rovinati, non ha dubbi: Antonio risolverà anche questa. Ieri, infine, sono stati ultimati i lavori di restauro della Madonna del Pilastro, accanto all’ingresso.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 giugno 2012

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