I Consigli comunali di Este e di Ospedaletto avviano l’iter, serviranno almeno tre anni e il referendum
ESTE. Potrebbe chiamarsi Atheste, vantare un sindaco e un pro-sindaco, contare oltre 22 mila abitanti e contendere ad Albignasego, Selvazzano Dentro o Vigonza lo scettro di Comune padovano più popolato della provincia. La fusione di Este e Ospedaletto Euganeo non è più semplice fantapolitica: venerdì sera, in uno storico consiglio comunale congiunto allestito proprio a metà strada tra i due municipi (al “Manfredini”), le amministrazioni dei due enti hanno votato una delibera che rappresenta il primo vero passo verso la fusione di queste due municipalità. Il documento, che dà mandato alle giunte comunali di dar corso alle necessarie azioni volte ad avviare questo storico “matrimonio”, ha ricevuto il totale appoggio delle due maggioranze e l’astensione di tutti i gruppi di minoranza, che hanno però ottenuto tramite un emendamento l’istituzione di una commissione paritetica nei due Comuni.
Il percorso che porterà alla fusione richiederà almeno tre anni, passerà attraverso un referendum consultivo nei due Comuni e culminerà con una legge regionale, qualora ovviamente l’iter portasse ad un esito positivo. «Stiamo mettendo insieme i destini di due Comuni» ha sottolineato il sindaco atestino Giancarlo Piva «alla ricerca di radici comuni, non con l’intento di sradicarle. Crediamo che le identità di Este e Ospedaletto possano diventare patrimonio comune».
Ha aggiunto il collega Antonio Battistella: «È un progetto epocale. Oggi non siamo chiamati a dire sì o no a questa fusione, ma ad avviare un percorso: non vogliamo pretendere di sapere già da subito se sarà la scelta giusta». «In questo periodo di crisi e con i cambiamenti della società, rimanere immobili è da irresponsabili» ha sottolineato Boris Furlan (Pd) «Le stesse leggi regionali ci consigliano di approdare a convenzioni, unioni e fusioni volte al risparmio e allo sviluppo dei servizi ai cittadini». L’assenso alla fusione è arrivato anche da Giovanni Guariento (Idv), Luisa Cagnotto (Pd) («aumenteranno le capacità di investimento e potremo fare economie di scala»), Maurizio Derni e Barbara Barbirato della Civica per il Futuro («con la fusione faremo da catalizzatore altri Comuni» e «da sempre i grandi aggregati urbani attirano giovani alla ricerca di lavoro»), Lisa Celeghin e Matteo Pajola (Civiche d’Este), e da Vanni Mengotto (Udc): «Conosciamo bene i danni fatti dal campanilismo nella Bassa Padovana. Unendoci, invece, abbiamo portato a casa grandi risultati come l’ospedale unico. E poi sarà un’occasione per gestire, insieme, benefici e disagi di una realtà come la Sesa».
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